Cronaca

La rabbia degli insegnanti sardi. "Costretti a lasciare l'Isola per lavorare, è deportazione"

Il piano straordinario di mobilità fa infuriare numerosi professori. L'orizzonte è una cattedra lontano dalla Sardegna. Appello al ministro dell'Istruzione: "Deroga per non spaccare tantissime famiglie".



CAGLIARI - Ci sono i docenti con la cattedra già confermata per l'imminente nuovo anno scolastico, ma una buona fetta ha, per i prossimi mesi, il punto interrogativo di una scuola nella quale insegnare lontano dall'Isola. Il piano straordinario di mobilità portato avanti dal ministero dell'Istruzione porta molti professori in piazza. L'ipotesi di dover lavorare in un'altra Regione, dovendo quindi attraversare il mare, "è una deportazione bella e buona".

Il primo settembre prossimo si avvicina, e le valigie sono quasi pronte. "Ci sono le cattedre di sostegno libere, si mandano fuori i docenti sardi. Il ministro Fedeli non ha tenuto conto della specificità della Sardegna", dice Mauro Pili, deputato di Unidos alla guida del Coordinamento scuola sarda. Da Roma la decisione presa è quella delle cattedre disponibili solo per i professori che hanno una specifica abilitazione. L'ultima speranza è una deroga identica a quella dell'anno scorso. Ma il tempo a disposizione per invertire la rotta è sempre più ridotto.

DALLA REGIONE: "PRONTI A FARE LA NOSTRA PARTE " - La Regione conferma il proprio impegno per trovare una soluzione al problema del diritto allo studio per gli alunni diversamente abili. Il presidente Francesco Pigliaru e l'assessore regionale della Pubblica Istruzione, Giuseppe Dessena, invieranno un'ulteriore nota al ministro Fedeli per risolvere, almeno in parte, la questione della copertura dei posti di insegnanti di sostegno. È questo l'esito dell'incontro a Villa Devoto con i rappresentanti sindacali di Cobas Scuola e Uil Scuola di Cagliari insieme ai docenti che lo scorso anno, grazie a specifica deroga, poterono rientrare nell'isola per ricoprire i suddetti incarichi. La Regione, che sta investendo ingenti risorse per garantire un'istruzione di qualità alle nuove generazioni, si è anche impegnata ad attivare i tavoli necessari per colmare il divario tra disabili e docenti di sostegno attraverso corsi di riconversione.  Il tema è stato affrontato fin dall'inizio di luglio, ben prima di quanto fatto da altre Regioni italiane, con una lettera inviata al ministro Fedeli e con diversi incontri svoltisi a Roma in cui si evidenziava il problema fondamentale della carenza di docenti e l'obiettivo di tenere in Sardegna insegnanti le cui competenze sono state acquisite sul campo. A questo proposito, il presidente Pigliaru e l'assessore Dessena hanno ricordato che la deroga concessa l'anno scorso per il rientro dei docenti sardi ha avuto esito positivo.

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