Cronaca

Uta, in carcere tantissimi malati psichiatrici. Don Ettore Cannavera: "Situazione pesante"

"La situazione dei detenuti è molto sofferente: oltre la metà sono casi psichiatrici, i detenuti con cui abbiamo parlato si sono lamentati di stare sempre chiusi, di non svolgere attività, insomma una situazione pesante".



Sono le parole di Don Ettore Cannavera, fondatore della comunità La Collina, che ieri ha visitato il carcere di Uta assieme a una delegazione del Partito Radicale italiano: "Siamo appena usciti e abbiamo visto scene abbastanza dolorose, un detenuto si è sentito male. Qui abbiamo trovato una buona accoglienza e professionalità degli operatori, sia polizia penitenziaria che il direttore. Ma la situazione dei detenuti - afferma Cannavera -  è molto sofferente: oltre la metà sono casi psichiatrici, i detenuti con cui abbiamo parlato si sono lamentati di stare sempre chiusi, di non svolgere attività, insomma una situazione pesante. Ci sono molti detenuti, 615, manca personale della polizia penitenziaria, gli educatori sono solo 9. Qualcuno definisce questa situazione una discarica sociale".

Una situazione confermata da Irene Testa (Partito Radicale): "Quello di Uta più che un carcere è un ospedale psichiatrico. Su 600 detenuti più della metà sono malati psichiatrici e tossicodipendenti. Nel corso della visita c'è stato un tentativo di autolesionismo di un ragazzo che soffre di una patologia psichiatrica".

 

 

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