Cronaca

Cittadini, comitati e sindaci contro la riforma sanitaria: in 300 in corteo a Cagliari. Difficile una marcia indietro dalla Regione

Sindaci e cittadini, ma anche i piani alti dell'Anci contro il nuovo "disegno" previsto per gli ospedali e i punti nascita. "Territori non ascoltati". Salvo terremoti, voto finale il 19 settembre prossimo.



CAGLIARI - I territori protestano, ma la Regione tira dritto. O almeno sembra. La riforma della sanità sarda partorita dalla Giunta Pigliaru è quasi realtà: manca solo l'ultimo passaggio in Consiglio regionale, l'appuntamento è il 19 settembre prossimo. C'è già il semaforo verde, a maggioranza, della commissione di riferimento, quindi manca solo un tassello. Ma c'è chi vuole "romperlo", questo tassello. O, almeno, modificarlo. Sindaci, comitati e semplici cittadini provenienti da varie zone dell'Isola imbastiscono il corteo di protesta contro il nuovo "disegno" previsto per ospedali e punti nascita. In 300 sfilano a Cagliari, l'obbiettivo è chiedere alla Regione una marcia indietro che, al momento, sembra lontanissima. I tanti comitati e le associazioni di cittadini provenienti da ogni parte dell'isola, sono confluiti dietro allo striscione della "Rete sarda in difesa della sanità pubblica" in testa al corteo, il primo a sfilare in una via Roma senz'auto. Le critiche? La decisione di chiudere o declassare gli ospedali sparsi su tutto il territorio regionale, che per i criteri nazionali non hanno i numeri sufficienti a garantire prestazioni di livello. "La Sardegna ha una geografia interna aspra, strade tortuose e servizi di trasporto pubblico tendenti allo zero. Per alcuni territori raggiungere le citta' non e' impresa da poco".
 
"La commissione Sanità ha commesso un grave errore approvando la riforma senza incontrare e dialogare con i territori". Parole di Emiliano Deiana, numero uno dell'Anci, in piazza al fianco dei suoi colleghi in fascia tricolore. "Martedì 12 settembre c'è un'assemblea dei sindaci, sul tema, a Santa Giusta. La trattativa va riaperta". Contrari alla riforma anche il comitato "Giù le mani dall'Ogliastra", il movimento politico di Claudia Zuncheddu, Sardigna Libera, e quello del deputato Mauro Pili, Unidos.
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