Cronaca

Cagliari, il fronte del no al mega rigassificatore: "Alto rischio di incidenti"

Al Villaggio dei Pescatori, a Cagliari, la protesta di oltre trenta famiglie contro il progetto di un impianto di rigassificazione. I residenti: "Nessuno ci ha informato, daremo battaglia". L'esperto: "Rischio di incidente rilevante".



CAGLIARI - Diciotto grandi serbatoi, quaranta vaporizzatori, una torre alta trentacinque metri, un'area di 78mila metri quadrati. Sono i numeri del mega impianto di rigassificazione proposto dalla società Isgas che potrebbe vedere la luce all'ingresso di Cagliari, Porto Canale. A due chilometri dall'ingresso della città, a due passi dal piccolo e caratteristico Villaggio dei Pescatori. Che però, di convivere con tubi e navi che trasportano gas metano, precisamente Gas Naturale Liquefatto, proprio non ne vuole sapere.

Per questo oggi gli abitanti hanno organizzato un'affollata assemblea nella parrocchia del quartiere. La poca informazione sulla vicenda, con una procedura amministrativa andata avanti sotto silenzio durante l'estate, e i paventati rischi sia di impatto ambientale sia di inquinamento fanno paura. Al progetto, sottoposto presso il Ministero dell'Ambiente alla Valutazione di Impatto Ambientale, sono arrivate solo due controdeduzioni. Una del deputato di Unidos Mauro Pili e una in extremis da parte della Regione.  

"Non vogliamo avere una bomba a centro metri dal quartiere - dice il signor Carlo Floris, che abita qui - siamo preoccupati e abbiamo bisogno di tutti. Cominceremo una battaglia". Tra le circa cinquanta persone presenti nel salone parrocchiale c'è anche Marco Mameli dell'Assotziu Consumadoris Sardigna Onlus, associazione che appoggia la protesta: "Nessuno ha informato gli abitanti del villaggio - esordisce - hanno appreso la notizia dai giornali. Siano rimasti increduli per il fatto che il Comune, la Regione, la stessa impresa non abbia informato i diretti interessati. Il rigassificatore - spiega - sarà collegato al metanodotto sardo che ci porterà via ettari di territorio in tutta la Sardegna".

Le paure del fronte del no sono giustificate anche dagli esperti. Secondo Marco Manca, geofisico, stiamo parlando di "un impianto a rischio di incidente rilevante praticamente dentro la città dove la fase critica non è lo stoccaggio ma il passaggio del gas. Qui si sta facendo un ragionamento puramente economico a discapito della sicurezza". E prosegue: "Parliamo di 18 serbatoi, 40 vaporizzatori e una torre di 35 metri che si noterà nello skyline cittadino. L'impatto paesaggistico sarà importante". 

Preoccupato anche Domenico Scanu, presidente Isde – Medici per l’Ambiente Sardegna, che allarga il ragionamento: "Utilizzare il metano come fonte energetica  significa contribuire ad aumentare il riscaldamento globale. Non si tiene conto dei rischi collaterali, la scarsa conoscenza del rapporto ambiente e salute in Sardegna da parte dei decisori politici è inaccettabile. Bisogna tener conto del benessere dell'uomo e il metano non lo migliora sicuramente". Infine ammette: "Da un'analisi del progetto si evince che si tratta di rigassificatore a circuito chiuso che prevede il minor impatto ambientale, non prevede utilizzo di acqua di mare. Questo elimina problematiche che avevano rigassificatori a circuito aperto". Meno preoccupazioni da questo punto di vista ma il messaggio è chiaro: mantenere la guardia alta.

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