Cronaca

Rigassificatore a Cagliari, la società: "Rischi minimi, è l'unico modo per avere il metano in Sardegna"

L'Isgas difende il progetto del rigassificatore a Cagliari: "Un impianto estremamente sicuro". E rilancia: "E' l'unico modo per portare il metano in Sardegna e tagliare i costi energetici in bolletta".



CAGLIARI - "Niente paura, i rischi sono minimi e sono calcolati". L'IsGas, società cagliaritana che ha presentato il progetto per realizzare un rigassificatore nel Porto Canale a 400 metri dal Villaggio Pescatori e 2 chilometri dalla piazza Matteotti, non ci sta a passare per il cattivo di turno. E rimanda al mittente le accuse del fronte ambientalista e del comitato dei residenti del Villaggio. 

La versione della società. A difendere il progetto ci pensa l'amministratore delegato Giuseppe De Roma: "Stiamo preparando i chiarimenti alle osservazioni della Regione, abbiamo già inviato al Comitato tecnico regionale il rapporto preliminare sulla sicurezza dal quale si evince che tutti i rischi possibili sono minimi e sono confinati a un'area ristretta dell'impianto.  A mio avviso - prosegue - questa è l'unica possibilità di far arrivare il metano in Sardegna e portare notevoli risparmi per i sardi". Sulla sicurezza interviene anche il progettista del terminal, Giuseppe Delitala: "C'è una bassissima probabilità che si rompa una cisterna o una tubazione che tra l'altro sono a doppio strato. E' calcolata in 1,7 volte ogni milione di anni. La sicurezza è anche garantita dal fatto che il Gnl (gas naturale liquido) non è infiammabile allo stato liquido".

Dalla società sottolineano che il rigassificatore di Cagliari in realtà ha le caratteristiche di un piccolo impianto. Quello di Barcellona, (30 volte più grande) è posizionato nel porto industriale e commerciale attiguo alla città turistica. A Panigallia (La Spezia) si trova a 300 metri dalla frazione di Fezzano e a 2 km dal porto passeggeri di La Spezia. A Gibilterra il rigassificatore, in fase di costruzione, simile a quello di Isgas,  è a 150 metri dall’ospedale. "Nonostante prevediamo di posizionarlo vicino al Villaggio Pescatori - spiega Alberto Gorini, consulente tecnico per gli aspetti geologici e geotecnici - l'area dove c'è attualmente il porto canale ha perso nel tempo i caratteri di naturalità e di pregio".

Il progetto del Terminal per il Gnl (Gas Naturale Liquefatto), presentato al Ministero dello Sviluppo Economico prevede una banchina per la connessione e lo scarico del Gnl dalle navi metaniere (si calcola a regime l'arrivo di una nave al mese con un carico di 15mila metri cubi), un complesso di tubazioni per il trasporto del fluido nella zona dell'impianto, un sistema di stoccaggio, pompaggio, e rigassificazione. Nel Terminal saranno installati 18 serbatoi criogenici, 9 gruppi di pompaggio, 40 vaporizzatori ad aria ambiente e una stazione per il filtraggio del gas naturale propedeutica all’immissione nelle reti di trasporto della dorsale del futuro metanodotto che dovra' attraversare l'isola. Attraverso le baie di carico per le autocisterne si potrà trasportare il gas su gomma in tutta l’Isola, o rifornire le navi.

Il costo del rigassificatore è di 80 milioni di euro totalmente a carico di Isgas. Secondo quanto reso noto dalla stessa società non graveranno sulla bolletta del gas dei sardi. Anzi "tutte le famiglie e le imprese della Sardegna risparmieranno immediatamente il 35% della bolletta energetica" afferma De Roma. Inoltre si dovrebbe avere una "riduzione drastica" di tutte le sostanze inquinanti prodotte dalla combustione del petrolio come le polveri sottili. "Chi attualmente usa l'impianto ad aria propanata potrà utilizzare il metano - conclude De Roma- ogni famiglia risparmierà in media 200 euro l'anno".

Nella foto il progettista del terminal Giuseppe Delitala.

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