Cronaca

Referendum Catalogna tra manganellate, proiettili e sangue - FOTO/VIDEO CHOC

Violenze, accuse e tensione alle stelle a Barcellona, cariche della polizia nazionale spagnola nelle scuole per impedire il referendum sull'indipendenza della Catalogna.



Violenze, accuse e tensione alle stelle a Barcellona in una giornata caratterizzata dalle cariche della polizia nazionale nelle scuole per impedire il referendum sull'indipendenza della Catalogna. Dopo gli interventi delle forze dell'ordine, i servizi di emergenza catalani hanno reso noto che 465 persone sono rimaste ferite. Il portavoce del governo catalano, Jordi Turull, ha invitato le persone rimaste coinvolte negli episodi a sporgere denuncia ai Mossos, la polizia locale catalana. Tra i feriti, almeno 3 sarebbero gravi. "L'assoluta irresponsabilità del governo catalano è stata affrontata con professionalità delle forze dell'ordine. Con fermezza ed in modo proporzionato abbiamo sventato i piani della Generalitat", ha detto invece la vice premier spagnola, Soraya Sáenz de Santamaría, difendendo l'azione delle forze dell'ordine spagnole. "Non c'e' stato nessun referendum, neanche una sua parvenza. Continuare con questa farsa non porta da nessuna parte, bisogna immediatamente mettervi fine", ha poi aggiunto.

Secondo il presidente del governo catalano, Carles Puigdemont, la polizia spagnola ha sparato proiettili di gomma contro la gente che cercava di votare, oltre a usare i manganelli. Questo, ha sottolineato, "è un esempio di azioni ingiustificate e ingiustificabili". Una delle persone rimaste coinvolte nelle cariche della polizia spagnola è stata ferita a un occhio da una pallottola di gomma, scrive 'El Pais' citando fonti sanitarie dell'ospedale di Sant Pau di Barcellona. In alcuni video, in possesso dell'Adnkronos, si vede come la gente venga presa a calci, strattonata e trascinata fuori dai seggi. (VIDEO 12).

Fuori dai seggi si sono formate, sin dall'alba, lunghe code di persone (GUARDA IL VIDEO). Ma la polizia nazionale ha iniziato a intervenire già qualche minuto prima dell'inizio della votazione per impedirla. "La Guardia Civil resiste a provocazione e molestie esercitando in modo proporzionato le sue funzioni a difesa della legge", ha scritto in un tweet il corpo di polizia nazionale spagnolo difendendosi dalle accuse di aver fatto ricorso a un eccessivo uso della forza. A Girona per impedire al presidente Puigdemont di votare, la Guardia civil è intervenuta sfondando l'ingresso di una scuola ed entrando.

Sul tema interviene anche il partito del Psd'Az. "La repressione, così forte e violenta, della volontà popolare, che il mondo intero oggi ha osservato, interroga tutti sul "se" debba prevalere l'esercizio democratico della sovranità di un popolo o il mantenimento dell'ordine costituito spesso all'esito di guerre o interessi e successioni dinastiche. Quando lo Stato spara – anche se con proiettili di gomma – sui cittadini inermi che manifestano pacificamente, è la democrazia che muore e con essa la credibilità ed affidabilità stessa delle istituzioni. Comunque andrà a finire, il popolo Catalano ha vinto", dice il segretario nazionale Christian Solinas. Prende posizione anche il movimento Sardigna Libera. "La Guardia Civil sgombera con la forza i seggi ed in alcuni casi spara proiettili di gomma sui cittadini in attesa di poter esprimere il proprio voto. Gli organismi dell'Ue presieduti da esponenti del Partito Popolare, in modo opportunistico, appoggiano le azioni repressive e antidemocratiche del governo spagnolo. La Sardegna non può stare a guardare. Chiediamo a tutti i sardi e a tutte le formazioni politiche di esprimere pubblicamente il proprio dissenso sulla repressione della libertà e della democrazia in Catalogna".

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