Cronaca

Las Vegas, carneficina al concerto country: 58 morti e 515 feriti. L'Isis rivendica ma l'America nega

È un "lupo solitario" il killer della strage alla serata musicale in Nevada, i suoi spari uccidono decine di persone e ne feriscono a centinaia. Il califfato islamico: "Uno dei nostri". Gli Stati Uniti: "Forse no".



Durante il 'Route 91 Harvest Festival' dedicato alla musica country, un uomo ha iniziato a sparare dalla finestra di un hotel sul pubblico presente alla manifestazione, vicino al Mandalay Bay Casinò, provocando almeno 58 morti e 515 feriti. L'Isis ha rivendicato l'attacco, ma per gli investigatori non ci sarebbero collegamenti fra l'uomo e gruppi terroristici: "Al momento abbiamo determinato che non c'è nessun collegamento con l'organizzazione terroristica internazionale", ha sottolineato un funzionario dell'Fbi a proposito della rivendicazione. L'assalitore - il 64enne Stephen Paddock residente a Mesquite, in Nevada - è morto prima di essere catturato. Paddock si è infatti suicidato prima dell'irruzione della polizia nella stanza d'albergo posta al 32esimo piano del Mandalay Bay Hotel dalla quale ha aperto il fuoco, spiega la polizia di Las Vegas, affermando che quando gli agenti delle squadre Swat sono entrate "il sospetto era morto". "L'uomo - ha poi confermato lo sceriffo di Las Vegas, Joseph Lombardo - si è suicidato nella stanza d'albergo dove aveva dieci fucili".

LUPO SOLITARIO - Gli investigatori non considerano per la sparatoria come un atto terroristico, ma restano oscuri i motivi dell'assalto: "Al momento pensiamo che sia stato un unico attentatore, un attentatore della categoria 'lupo solitario'", ha spiegato ancora Lombardo. Quando gli è stato chiesto perché non si considera questo massacro come terrorismo interno, Lombardo ha risposto: "Dobbiamo stabilire prima quale fosse il movente, ci sono dei moventi legati al terrorismo diversi dall'azione di una persona disturbata che vuole fare un massacro". Paddock era arrivato in hotel il 28 settembre scorso. Al momento gli inquirenti "non sanno se l'uomo ha impedito al personale di entrare nella stanza" dove nascondeva l'arsenale.

ISIS RIVENDICA - Il sedicente Stato Islamico (Is) ha però intanto rivendicato la responsabilità dell'attacco. A riportarlo l'emittente al-Jazeera. Secondo quanto riporta inoltre l'agenzia di propaganda Amaq citando una fonte di sicurezza dell'Is, ''l'esecutore è un soldato dello Stato islamico'' che ha agito ''rispondendo alla richiesta di colpire i Paesi della coalizione''. Il riferimento è alla coalizione militare internazionale a guida Usa impegnata a combattere il gruppo jihadista. In un secondo comunicato l'Is sostiene che l'assalitore si era ''convertito all'Islam diversi mesi fa''.

LA COMPAGNA - Le autorità hanno poi reso noto in un tweet di "non ritenere che ci siano altri assalitori". Ma la polizia ha rintracciato la compagna dell'uomo: una donna asiatica che si chiama Marilou Danley, ha detto il capo della polizia di Las Vegas, confermando anche l'identità dell'uomo. La donna avrebbe passaporto australiano. A dirlo, due giornali australiani, The Australian e The Courier-Mail, che spiegano che la 62enne viveva sulla Gold Coast nel Queensland fino a quando si è trasferita una ventina di anni fa negli Stati Uniti. "Non posso rilasciare nessuna dichiarazione al momento", ha dichiarato una delle sorelle della donna alla stampa locale mentre dal governo australiano non arriva nessun commento. La polizia "al momento" ritiene che Danley non sia coinvolta nel massacro: "Le abbiamo parlato e crediamo, allo stato attuale, che non sia coinvolta. Ma ovviamente l'inchiesta va avanti", ha spiegato Lombardo. "Non era con Paddock al momento in cui ha preso la stanza in albergo", ha poi aggiunto, sottolineando che l'uomo stava utilizzando documenti della donna.

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