Cronaca

Mazzetta da 89mila euro per 'aggiustare' un appalto: cinque arresti

Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari in un'operazione della guardia di finanza di Cagliari. Tra queste l'ex amministratore dell'Enas Davide Galantuomo: avrebbe ricevuto una tangente da 89mila euro per indirizzare un bando di gara per un impianto solare. Coinvolti anche l'ex portiere del Cagliari Renato Copparoni, due membri di un consorzio di cooperative emiliane e un ingegnere.



CAGLIARI - Corruzione, cinque arresti. Ai domiciliari anche Davide Galantuomo ex amministratore unico dell'Enas nonché ex sindaco di Quartu. Un'operazione condotta dalla guardia di finanza di Cagliari e Oristano ha portato agli arresti di cinque persone nelle province di Cagliari, Nuoro, Forlì e Modena. Tra questi c'è un altro volto noto di Cagliari, l'ex portiere rossoblù Renato Copparoni. 

Le indagini, condotte sotto la direzione della procura di Cagliari, hanno consentito di ricostruire un episodio di presunta corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Agli arresti domiciliari sono finiti, con riferimento all’epoca dei fatti, l'ex commissario straordinario dell'Enas Davide Galantuomo, il dirigente di riferimento di un consorzio di cooperative avente sede a Bologna, l’amministratore di una società cooperativa di Forlì facente parte dello stesso consorzio, un ingegnere ed un “intermediario” che corrisponde al nome di Renato Copparoni.

L’operazione ha consentito di accertare che, in relazione alla procedura di gara per la progettazione e l’esecuzione di un impianto di produzione di energia rinnovabile solare in un’area industriale in provincia di Nuoro, per un importo complessivo a base d’asta di 9,5 milioni di euro, “è stata provata in modo certo la corresponsione di una tangente” (dall'ordinanza del Gip) di 89mila euro, destinata all’ex amministratore unico dell'ente pubblico sardo, a titolo di “compenso” per il buon esito dell’affare illecito.

Le indagini, operate anche con l'aiuto di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche nonché con l’acquisizione di documenti e di dichiarazione rese da testimoni, hanno fatto emergere che il pagamento della prima tranche della tangente, a fronte della promessa di una somma di 135mila euro, sarebbe stata spartita tra Galantuomo, un professionista (S.P.P) – prestatosi a fatturare una fittizia prestazione professionale nei confronti della società cooperativa, per giustificare il passaggio di denaro – ed un intermediario, Renato Copparoni, che avrebbe ricoperto un ruolo determinante all’interno del sodalizio criminoso, in quanto è risultato essere il trait d’union tra il dirigente del consorzio e l’amministratore della società consorziata, necessario per far poi veicolare la tangente. 

Leggi anche: Corruzione, agli arresti Davide Galantuomo e l'ex rossoblù Renato Copparoni

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