Cronaca

Una chiesa del XVII secolo sulla Sella del Diavolo, ma i soldi per gli scavi non bastano: "Un crowdfunding per finanziarli"

L'intervento della Regione e un crowdfunding per proseguire gli scavi che hanno portato alla luce i resti dell'antica chiesa di Sant'Elia al Monte sulla Sella del Diavolo, a Cagliari. La proposta arriva dal consigliere comunale del Pd Matteo Lecis Cocco Ortu. L'obbiettivo č superare lo stallo dopo i primi ritrovamenti.



CAGLIARI - Sulla Sella del Diavolo, affacciata davanti alle acque cristalline del Poetto, un tempo svettava la chiesa di Sant'Elia al Monte. La scoperta è stata resa nota a fine giugno dal Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio dell'Università di Cagliari che dal 2008 sul promontorio ha eseguito una campagna di scavi finanziata dal Comune. 

L'edificio, la cui ultima sistemazione risale al XVII secolo ma secondo testimonianze storiche esisteva già dal 1089, in parte sarebbe ancora sotto terra. "L'ultima campagna di scavi - spiega il presidente della commissione comunale all'Urbanistica Matteo Lecis Cocco Ortu - ha portato alla luce una sequenza di pavimentazioni in mattoni cotti e lastre di ardesia, l'altare maggiore, due altari laterali e una colonna utilizzata come acquasantiera e numerosi elementi affini alle chiese medievali di San Saturnino e di San Lorenzo a Buoncammino, tra le più antiche di Cagliari. Elementi inaspettati che meritano approfondimenti".

Per riportare alla luce gli altri resti ora servirono nuovi finanziamenti. Che secondo Lecis Cocco Ortu dovrebbero arrivare dalla Regione. Ma non solo. "Ora serve che a fianco al Comune anche la Regione faccia la sua parte - afferma  - per finanziare uno scavo che ci aiuterà a conoscere meglio uno dei primi insediamenti cagliaritani e ad avviare una campagna di valorizzazione e divulgazione che coinvolga, oltre ai tecnici, anche le scuole e tutti i cittadini che amano la nostra città. Per questo si potrebbe avviare un crowdfunding civico da affiancare ai necessari finanziamenti per aumentare nei cittadini la consapevolezza del valore di questi ritrovamenti e responsabilizzare quante più persone rispetto a un luogo delicato di cui ognuno di noi dovrebbe prendersi cura".

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