Cronaca

Gli studenti bocciano l'alternanza scuola-lavoro: "È un favore alle grandi aziende"

Studenti delle scuole superiori in piazza a Cagliari e in tutta Italia per contestare, a due anni dall'approvazione, la legge sulla Buona Scuola.



"La dispersione scolastica non diminuisce, studiare è sempre più un lusso che le famiglie non possono concedere ai propri figli, mancano investimenti seri sull'edilizia scolastica e l'alternanza scuola-lavoro si è mostrata per quello che è, un favore alle grandi aziende e un'esperienza che ha poco a che fare con la formazione degli studenti".
 
Le richieste dei ragazzi sono chiare: l'alternanza non è un progetto da eliminare, ma va sicuramente cambiato. "Non vogliamo abolire l'alternanza - ha spiegato il coordinatore regionale dell'UdS Francesco Ara - pretendiamo però che gli studenti vengano coinvolti nelle decisioni che li riguardano. Vogliamo poter decidere quali progetti sono validi e rispettano le nostre esigenze formative."
 
A oggi i percorsi nelle aziende coinvolgono tutti gli alunni che frequentano le scuole superiori al terzo, quarto e quinto anno e sono previste 200 ore nei licei, 400 ore negli istituti tecnici e professionali, obbligatorie per ogni studente, " senza che venga garantita partecipazione gratuita ai progetti, ai quali in molti non partecipano per motivi economici".
 
"Vogliamo che i nostri diritti vengano rispettati, a tutti deve essere garantita la gratuità dei progetti. Nelle nostre scuole vogliamo che vengano approvati uno Statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza e vogliamo che le aziende e gli enti coinvolti nei progetti rispettino un Codice etico" ha detto Riccardo Murgia dell'UdS Cagliari.
 
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