Cronaca

Aminato. La Regione impegnata a colmare i ritardi sulle bonifiche amianto

Una Regione attentissima al problema sanitario e impegnata per colmare i ritardi delle bonifiche amianto, ancora presente in Sardegna a 25 anni dall'entrata in vigore della legge 257 che ne ha bandito utilizzo e commercializzazione. Lo hanno evidenziato gli assessori della Difesa dell'ambiente Donatella Spano e della SanitÓ Luigi Arru, a Macomer, durante il convegno sul tema organizzato dalla Cisl.



Sul fronte bonifiche le risorse sono significative, come ha spiegato la titolare dell'Ambiente: "Abbiamo approvato il Piano regionale amianto nel 2015 che ha censito gli edifici pubblici e degli impianti industriali mentre è in corso quello degli edifici privati, e messo in campo ingenti risorse. Gli stanziamenti per il biennio 2018-2019 sono pari a 10 milioni sul bilancio regionale che si aggiungono ai 15 milioni del Patto dello sviluppo della Regione Sardegna". Ma l'impegno della Giunta non si limita ai confini regionali. "La nostra attenzione rispetto a questa problematica è stata sempre molto alta - ha proseguito Donatella Spano - e come Commissione Ambiente per la Conferenza delle Regioni siamo stati di stimolo per rafforzare la presenza di tecnici ambientali accanto a quelli sanitari nel tavolo di lavoro nazionale". Ha poi lanciato un appello ai parlamentari presenti all'incontro: "Ora serve approvare il testo di riordino normativo, su cui si è lavorato nella precedente legislatura, che elimina le 248 leggi presenti. Questo è un impegno importante da prendere e portare a termine. E un altro punto importante deve essere fatto sugli incentivi per lo smaltimento per bonifica obbligatoria su tutto il territorio nazionale e riuscire così a incidere sul privato". Infine l'assessorato Spano ha portato una riflessione sui criteri per definire le aree dei Sin, i siti di interesse nazionale, e ricordato le azioni della cabina di regia regionale su Ottana con il bando da 4 milioni per le imprese e citando i cantieri verdi all'interno dei cantieri Lavoras. "Occorre una valutazione caso per caso e Ottana è un caso speciale per Sardegna", ha concluso.


Il titolare della Sanità ha presentato i dati delle patologie absesto-correlate riscontrate nel corso della sorveglianza sanitaria svolta nell'ultimo settennio, evidenziato i passi in avanti e sottolineato una Sardegna all'avanguardia sul fronte del monitoraggio. "La Regione ha aggiornato, dopo lavoro intenso e capillare con le associazioni, i medici del lavoro della Spresal e l'Università di Cagliari protocollo degli ex esposti" ha detto Luigi Arru. "Abbiamo dati epidemiologici in diminuzione per le patologie polmonari ma in crescita su altre perché si tratta di una problematica che si rivela dopo trent'anni, e che ha bisogno di una prevenzione secondaria. L'uniformità del protocollo ci permette di fare tutte le verifiche senza creare allarmismi e di poter incrociare i dati con i registri dei tumori". Si è inoltre soffermato sul monitoraggio del nucleo familiare: "Stiamo definendo un protocollo privilegiato anche per i familiari degli ex esposti, portando avanti un discorso di educazione familiare e di riflessione organizzativa sul costo dei ticket per gli esami medici. L'interesse come Regione Sardegna sul problema delle bonifiche è prioritario - ha concluso l'assessore Arru - e richiede uno sforzo costante per il presentarsi della patologia nella forma di bomba a orologeria".

 

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