Cronaca

Scandalo abbigliamento Caritas: rinvio a giudizio per tutti gli indagati

Accusati di avere ritirato i capi d'abbigliamento dati in beneficenza alla Caritas e rivenduti nei mercatini.



Si è concluso con il rinvio a giudizio degli indagati la vicenda dello scandalo Caritas legato ai capi d'abbigliamento dati in beneficenza.
 
Con il processo si dovrà stabilire se ci sia stata una truffa ai danni della Caritas per i vestiti nuovi e usati raccolti dall'associazione e destinati ai poveri ma poi finiti in vendita nelle bancarelle di Napoli.

Il Gup del Tribunale di Cagliari, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm della Direzione distrettuale Antimafia, nei confronti del referente dei servizi di approvvigionamento e logistica della Caritas, dei titolari della Eurofrip di Guarino a Casoria (Napoli), entrambi residenti in Sardegna, e dell'imprenditore originario di Catanzaro, titolare della Sarda recupero tessili con sede a Monastir.

A loro la Procura contesta, a vario titolo, l'accusa di traffico illegale di rifiuti e il concorso in truffa ai danni della Caritas. Per un filone marginale, con un'ipotesi di corruzione di 250 euro legata alla fornitura di magliette per il calcetto, sono finiti sotto indagine anche l'ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Decimomannu un dipendente, anche per loro è stato disposto il rinvio a giudizio. L'inchiesta era partita da un esposto anonimo e affidata agli investigatori del Corpo forestale della Sardegna. Tonnellate di vestiti raccolti per la Caritas ma mai arrivati ai poveri. Sarebbero, infatti, finiti in mano a società che li vendeva nei mercati della Penisola, soprattutto in Campania, ma anche in Africa. In caso di beneficenza, la normativa non prevede alcuna restrizione: la Caritas raccoglie gli indumenti, li seleziona e li dona ai bisognosi senza ulteriori passaggi. Ma se questi stessi indumenti vengono messi in vendita, si applicano le leggi sullo smaltimento dei rifiuti, trattandosi di abiti usati. Ed è in questa procedura che sono emerse le irregolarità contestate dalla Procura.

Il processo si aprirà il primo febbraio davanti al collegio della seconda sezione penale.

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