Cronaca

Bliz della Polizia mette in ginocchio sodalizio mafioso nigeriano

In manette 21 cittadini nigeriani e 37 indagati.



L'hamno chiamata "Calypso Nest", l'oerazione di polizia che ha smantellato un'associazione mafiosa di uomini nigeriani. La polizia di Cagliari ha individuato il sodalizio criminale come riconducibile alla banda mafiosa nigeriana della Supreme Eiye Confraternity.

Numerosi i fermi effettuati nei confronti di nordafricani ai quali vengono contestati i reati di associazione di stampo mafioso, tratta di esseri umani aggravata dallo sfruttamento della prostituzione e traffico di sostanze stupefacenti.
Le indagini della Squadra Mobile erano partite nel 2017. Grazie anche alle riprese video, effettuate in particolare all'interno di un capannone adibito a luogo di riunione, la polizia è riuscita a ricostruire l'intero organigramma del sodalizio criminale con la distinzione dei ruoli e degli incarichi ricoperti all'interno del gruppo da ciascun affiliato.
Sono 21 i cittadini nigeriani fermati. Trentasei complessivamente gli indagati, 27 i decreti di fermo, di cui 21 eseguiti tra Sardegna, Veneto a Venezia e Campania a Castelvolturno.


Tutti sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, tratta di esseri umani aggravata dallo sfruttamento della prostituzione e traffico di droga. I decreti di fermo sono stati richiesti dalla Dda di Cagliari.
Individuati i responsabili, gli investigatori hanno capito che facevano parte di un più ampio gruppo criminale, denominato Calypso Nest, e hanno deciso di approfondire gli accertamenti. I nigeriani sono stati a lungo pedinati e intercettati. È stato così individuato il luogo in cui il clan riuniva, un capannone a Selargius, vicino a Cagliari: qui avvenivano gli incontri tra i vertici dell'organizzazione per pianificare il traffico di droga e lo sfruttamento della prostituzione, poi i capi fissavano dei veri e propri 'general meeting' con la partecipazione di tutti gli affiliati per assegnare i compiti e impartire le direttive.


L'organizzazione operava su due livelli: quello internazionale attraverso la Supreme Eiye Confraternity e quello italiano con la Calypso Nest.
Impossibile quantificare ora il giro d'affari, ma il traffico di droga gestito dalla Calypso Nest, l'organizzazione mafiosa nigeriana con base in Sardegna affiliata a quella internazionale Supreme Eye Confraternity, ha portato nell'Isola ingenti quantità di cocaina e eroina. Almeno 75 i chili sequestrati dalla Polizia di Cagliari.


La droga veniva acquistata in Mozambico e in Olanda, quindi trasportata in Sardegna grazie a corrieri-ovulatori. Il clan sardo lavorava in stretta collaborazioni con gli affiliati in Campania ma anche in Lombardia, a Como.
Erano quasi tutti in possesso di un regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari
C'è anche la tratta di esseri umani e in particolare di donne, poi costrette a prostituirsi, tra le accuse contestate al clan mafioso di nigeriani. Gli investigatori hanno accertato due episodi avvenuti a Reggio Calabria e Palermo, vittime due giovani nigeriane.
Avvicinate dall'organizzazione nel loro paese di origine con la finta promessa di un lavoro regolare, avevano contratto un debito di 15mila euro con una 'mamam' per pagarsi il viaggio verso l'Italia. Una volta sbarcate in Calabria e in Sicilia, le ragazze sono state contattate da due affiliati al clan sardo e costrette a prostituirsi, una in strada l'altra in un appartamento. Ora sono tornate libere grazie al blitz della Polizia.

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