Cronaca

Vertenza Latte: prosegue la protesta, ancora nessun accordo

Dopo il Tavolo latte convocato dalla Regione, il presidente Pigliaru e l'assessore dell'Agricoltura Caria a Roma con il Ministro Salvini.



"Abbiamo portato al tavolo la proposta che avevamo già presentato alla riunione del tavolo tecnico, ha detto il presidente Pigliaru. "Il solo modo concreto per affrontare l'emergenza è far correre risorse per ritirare le eccedenze dal mercato, in modo sia temporaneo che definitivo, ipotesi condivisa da tutti i partecipanti. Già Ieri avevamo fatto passi avanti in questa direzione, dando la disponibilità di mobilitare 10 milioni, tramite la Sfirs, cifra che oggi abbiamo aumentato ulteriormente. È chiaro che per il comparto serve strutturare un percorso che guardi più lontano - ha sottolineato il presidente della Regione -, ma come ho detto, qui si tratta di risolvere l'emergenza. Noi facciamo la nostra parte, abbiamo chiesto al Governo di affiancarci in questo sforzo e abbiamo trovato risposte e risorse. Grazie a ciò qualche passo avanti è stato fatto, ma ancora insufficiente. L'obiettivo è quello di chiudere la campagna casearia 2018-2019 con una remunerazione adeguata del latte e per questo continueremo a discutere assieme a tutti agli altri soggetti coinvolti. I lavori del tavolo proseguiranno sabato a Cagliari". Intanto c'è malumore tra gli allevatori e i produttori di latte.

Nonostante il tavolo e le proposte messe in campo dalla Regione Sardegna la trattativa sul comparto ovicaprino sardo non ha prodotto i risultati sperati almeno per quanto riguarda ilprezzo del latte.
La Regione ha messo in campo ulteriori fondi e insieme a quelli che metterà in campo il governo, serviranno a distogliere dal mercato 60.000 quintali di formaggio, con il risultato di una rapida e significativa crescita del prezzo dello stesso e dunque del latte.
Tutto il tavolo si è trovato d'accordo nel condividere la proposta di ancorare il prezzo del latte alla quotazione del Pecorino romano e di tutti gli altri formaggi.
Il mondo della trasformazione, inoltre, ha trovato un accordo che prevede, a partire dal 1 marzo, che il prezzo del Pecorino Romano non debba scendere sotto i 6 euro al kg.
“Nonostante le proposte sul “tavolo latte”, gli industriali privati hanno proposto un aumento del prezzo del latte di 5 centesimi di euro per litro e dunque a 0,65 euro iva inclusa, sebbene alcune cooperative stiano già pagando 70 centesimi al litro.

Qualsiasi strategia di programmazione necessita di un quadro conoscitivo del comparto, di una panoramica precisa su tutti i parametri economici della produzione, della trasformazione e della commercializzazione.
Confagricoltura, ribadisce la necessitàdi riformare completamente il sistema partendo da alcune azioni come far rispettare le quote produttive di Pecorino romano.
- individuare un meccanismo di definizione del prezzo del latte basato sui reali parametri di mercato e sul prezzo di tutti i formaggi e non ancorato solamente al valore del Pecorino Romano;
- programmare le produzioni di latte. Noi siamo anche disposti a contingentare le produzioni a condizione che la componente della trasformazione rispetti le quote previste dal Piano di regolazione dell'offerta del Pecorino Romano e purchél'industria casearia comunichi entro il mese di marzo di quanto latte necessita, così da consentire alle imprese zootecniche di pianificare la produzione;
- associare la programmazione della produzione del latte ovino al pagamento del latte a qualitàattraverso l'individuazione di parametri, condivisi, che classifichino il valore del latte destinato alla trasformazione;
- far decollare Oilos affinché svolga finalmente le funzioni di Organizzazione Interprofessionale che potrebbero dare un vero sostegno alla filiera.
"E' necessario poi velocizzare i tempi - conclude il presidente Luca Sanna - E intraprendere le soluzioni rapidamente".

Ultimo aggiornamento: