Economia e Lavoro
martedì, 20 luglio 2010

Protesta Vol2, fiaccolata di fronte a Buoncammino

Non si placa la protesta dei lavoratori del call center cagliaritano Video on line 2. Arrivati a oltre 40 giorni di occupazione della sede dell'azienda, ieri notte hanno deciso di fare una fiaccolata di fronte al carcere di Buoncammino: circa 100 persone, in rappresentanza di tutti i 473 lavoratori che rischiano il posto di lavoro, si sono sedute di fronte al penitenziario, candela in mano, alle spalle il loro grande striscione. Il pensiero, non certo di solidarietà, va ai vertici dell'azienda, tra cui l'ex direttore dell'Unione Sarda Antonangelo Liori, arrestati di recente e adesso tenuti in custodia cautelare.

CAGLIARI - “Siamo qui per portare all'attenzione dell'opinione pubblica il fatto che in carcere, insieme ai vertici della nostra azienda, ci sono anche i nostri stipendi – ha detto Andrea Zucca (Rsu Uil) – ma noi in questo momento non abbiamo nessun interlocutore che possa in qualche maniera dialogare con noi, da nessun punto di vista”. Un problema serio per questi lavoratori che da maggio non vedono un soldo, eppure come forma di protesta hanno deciso di continuare a lavorare per riuscire a mantenere la commessa Telecom. Si tratta infatti di una strategia che in alcuni casi ha pagato, e che ha permesso a molti lavoratori nella stessa situazione di conservare il posto di lavoro, ma che non può esser tirata troppo per le lunghe. I lavoratori sono infatti stremati, e non solo: “Il 31 luglio facciamo il terzo mese lavorato senza stipendio – racconta ancora Zucca – Se in ultima istanza potremmo rivalerci sull'Inps, superato il terzo mese non sarà più così e rischiamo di andare a lavoro ad agosto senza sapere se mai potremo riavere quei soldi che ci spettano e che non sappiamo nemmeno dove siano finiti”.

Commissariamento. Per i lavoratori la soluzione più ottimale per il momento sarebbe un commissariamento, anche se sanno bene che anche per questo i tempi saranno lunghi. Per questo si sono rivolti alla magistratura, mentre alla politica, che pure si sta attivando molto per trovare delle soluzioni, chiedono che si adoperi per trovare un interlocutore credibile, onesto e che soprattutto sia interessato a investire nell'impresa e sulle risorse umane. “E' chiaro – affermano – che se arriva qualcuno che si prende i soldi della Regione per mantenere solo questa commessa, senza investire con altri lavori, sarà tutto inutile. Significherebbe infatti che stiamo soltanto mettendo un timer di due o tre anni, il tempo dei finanziamenti, prima che il problema si ripresenti da capo”.

Gli arresti. Sono notizie certe quelle che i lavoratori chiedono, per poter tirare un sospiro di sollievo e alleviare l'angoscia. Un piccolo momento di gioia è arrivato il giorno dell'arresto delle otto persone in tutta Italia, tra cui i vertici di Vol2 come Salvatore Cammalleri, amministratore unico subentrato di recente a Claudio Marcello Massa, e lo stesso Liori. Secondo i magistrati il gruppo sarebbe andato a caccia di società in crisi nel settore delle telecomunicazioni, per rilevare e incassare le commesse, spesso milionarie, senza pagare né dipendenti né tasse. “Un disegno criminoso che noi avevamo intuito in tempi non sospettabili – affermano i sindacati di Vol2 – certo noi dal loro arresto non guadagniamo niente ma almeno finalmente c'è un po' di giustizia, e la vicenda ha avuto un'eco nazionale”.

Tempo di risultati. La speranza ora è che si giunga a una soluzione in tempi rapidi. “La maggioranza di noi sta continuando a lavorare – racconta Zucca – certo non tutti hanno retto psicologicamente, la nostra è una protesta assennata ma anche molto dura e difficile. Qualcuno ha problemi economici anche solo nell'arrivare a lavoro, o ha figli a casa e non può pagare la baby sitter. Però ben oltre il 50% di noi continua a lavorare, la commessa viene tenuta e Telecom dopo questo non può pensare di non avere a che fare con dei lavoratori seri, professionali e con tanta voglia di lavorare”. Allontanato il panico del pignoramento della sede grazie all'intervento della Regione e al buonsenso del padrone di casa e di chi ha fatto causa, si aspetta qualche novità positiva e soprattutto reale, pratica. Un aggiornamento del tavolo interassessoriale è stato richiesto a breve, mentre si prepara una nuova protesta di fronte al Palazzo di giustizia per richiamare l'attenzione della magistratura. “Ci stiamo muovendo molto – affermano i sindacati – ma adesso è arrivato il momento di raccogliere”.

Anna Toro
Ultimo aggiornamento: 20-07-2010 15:44
Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome
Per ricevere aggiornamenti su questa discussione (non comparirà sul sito)
I commenti devono essere approvati prima della pubblicazione.
Notizie Correlate
Rubriche