Economia e Lavoro

Allarme commercio in Sardegna. Per Confcommercio servono gli Stati Generali

Confcommercio Sardegna lancia l'allarme per la crisi nel settore in Sardegna. Gavino Sini, presidente regionale dell'associazione, ha scritto una lettera all'assessore regionale al Commercio, Luigi Crisponi, per lamentare una situazione drammatica e chiedere immediatamente la convocazione degli Stati Generali per cercare soluzioni e prendere provvedimenti adeguati.

CAGLIARI - “Tra la crisi dei consumi, l’aumento della disoccupazione e gli effetti delle liberalizzazioni che in Sardegna espropriano le competenze in materia della Regione, la situazione in cui versa il commercio è drammatica: chiediamo urgentemente la convocazione degli Stati generali del settore per valutare le priorità, programmare gli interventi e realizzare un Conferenza regionale”. È l’appello lanciato oggi da Confcommercio Sardegna all’assessore regionale del Commercio, Luigi Crisponi attraverso una lettera. Le lamentele. “Non contestiamo né il principio della concorrenza, né quello della libertà e semplificazione nelle conduzione delle attività commerciali – scrive Gavino Sini, presidente regionale di Confcommercio – ma non possiamo accettare che la totale deregolamentazione degli orari di vendita e di aperture festive (norme che disattendono la stessa giurisprudenza comunitaria) possano compromettere la sopravvivenza del comparto”. Confcommercio Sardegna chiede in particolare che i criteri contenuti nelle liberalizzazioni vadano subito declinati e definiti dalla Regione Sardegna. Le richieste. “Lungi dall’aggrapparci a difese di retroguardia – precisa il presidente Sini – guardiamo al futuro che, tuttavia, non può essere costruito con l’espropriazione delle competenze della Regione, degli Enti locali o, peggio, senza argini ad insediamenti nella rete distributiva isolana che potrebbero compromettere la qualità della vita nei nostri territori”. Confcommercio, conclude la lettera, esprime apprezzamento per le dichiarazioni dell’assessore Crisponi in merito al ricorso alla Corte Costituzionale contro “gli indebiti espropri” delle competenze nazionali in materia di commercio e rappresenta all’esponente della giunta Cappellacci “l’urgenza di attivare il confronto sulla rimodulazione della normativa regionale del settore che, nel rispetto della concorrenza e della libertà, tuteli il pluralismo della rete distributiva isolana intesa come infrastrutturazione sociale, insostituibile per la crescita del territorio e per una migliore qualità della vita”.
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