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In Sardegna l'anno nero dell'edilizia: nel 2011 persi 13 mila posti di lavoro

Anno nero per le costruzioni in Sardegna: nel 2011 calano investimenti e volume d'affari. La produzione edilizia è in caduta libera: perdite tra il 19% ed il 27%. Male anche le compravendite (-6,9%) e le infrastrutture (-12%). E' l'immagine della crisi fotografata dal rapporto di Cna costruzioni presentato oggi. Riflessi anche nell'occupazione: nell'ultimo anno i posti sono circa 13.000, mentre sono state autorizzate oltre 3,7 milioni di ore di cassa integrazione.

CAGLIARI - “Compreso il 2011 il mercato edilizio è in perdita da sei anni, con una contrazione media del 6%”. Queste le parole del segretario della Cna Sarda Francesco Porcu, che stamane ha presentato il rapporto annuale del mercato delle costruzioni in Sardegna, prospettando uno scenario tutt’altro che roseo. Il volume d’affari nel 2011 ha subito un calo del 5.8% male anche gli investimenti -6.5%, le compravendite -6.9%, e le infrastrutture -12% . 13.000 i posti di lavoro persi durante l’ultimo anno, condizione di precarietà confermata anche dai dati sulla cassa integrazione. In passivo anche i mercati provinciali, con tassi negativi che si aggirano tra il 17 ed il 20 %, ad eccezione delle province di Olbia –Tempio, Oristano e Ogliastra. “Non torneremo più ai livelli di una volta – afferma Porcu – si uscirà da questa crisi solo con una riqualificazione del mercato che dovrà riguardare tutti i settori, edilizia compresa”. I dati relativi al 2011 confermano la fase di difficoltà per il settore edilizio regionale, che dopo aver smesso di crescere è entrato in una fase di recessione . Crescono solo gli investimenti per le ristrutturazioni, + 1.7%, grazie anche al ruolo svolto dalla riqualificazione energetica degli edifici e dalla maggiore importanza assunta dalle fonti di energia rinnovabile. I numeri parlano inoltre di 160 mila edifici in Sardegna costruiti prima del 1961, dei quali 100 mila risultano in cattivo stato di conservazione: secondo la Cna è da questi che si dovrebbe ripartire per capire quali possano essere le prospettive di lavoro future. La situazione non è facile neanche per il settore delle opere pubbliche, schiacciato da una diffusa carenza di risorse pubbliche che ne impedisce la realizzazione e dal rilevante aumento dell’importo delle singole gare, che si accompagna ad una riduzione del numero delle stesse. Secondo il rapporto, la Regione si è dimostrata inerte su questi temi, disattendendo tra l’altro l’impegno preso con le parti sociali, in fase di chiusura dell’ultima Finanziaria, di destinare 100 milioni di euro aggiuntivi alle opere immediatamente cantierabili, assieme a quello di avviare un processo per rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione regionale.
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