Economia e Lavoro

Agricoltura e turismo, un mese e mezzo di eventi a Alghero

Sviluppo e nuove produzioni, la terra protagonista nella città catalana. Associazioni di categoria, agriturismi e borgate: tutti uniti per valorizzare i 4mila ettari esistenti sul territorio.



ALGHERO (SS) - Un mese e mezzo di appuntamenti per sostenere lo sviluppo agricolo e le nuove produzioni. Una sfida che parte con il coinvolgimento totale di tutte le componenti chiamate a comporre il progetto dall’Amministrazione comunale di Alghero. Istituzioni, associazioni di categoria, agriturismi, borgate, imprese, si uniscono per sostenere la crescita del comparto, che nel territorio conta già su 1800 ettari dedicati al vitivinicolo, 2000 ettari all’olivicoltura e trecento all’orticoltura. Ma presenza tantissimi terreni incolti, interi pezzi della Nurra senza produzione in grado di generare ricchezza. L’iniziativa #mondorurale presentata dall’assessore comunale alle Attività produttive Natacha Lampis e dal presidente della Fondazione Meta Pietro Alfonso, con il Presidente del Parco di Porto Conte Antonio Farris, la Direttrice della Società Umanitaria Alessandra Sento, con Mario Peretto, presidente della Cantina Sociale di Santa Maria La Palma, Angelo Sanna della Confederazione Italiana Agricoltori e  Monica Carboni, vicepresidente del Consorzio degli agriturismi di Alghero, nasce dalla necessità di dare quegli elementi base che permettano un avvicinamento e inserimento al mondo rurale che presenta un ragguardevole trend di crescita a livello nazionale.

"Lo sviluppo agricolo è oggi una leva fondamentale per la crescita economica", dice la Lampis, "è sempre più determinante nell’economia e nella vita del nostro territorio. Un settore che il mio assessorato sta sostenendo con la convinzione che sia un ambito su cui puntare per la creazione di impresa, per lo sviluppo delle imprese esistenti e per dare una validissima opportunità ai giovani”.  A parte il settore vitivinicolo all'avanguardia e per quello olivicolo, la situazione è di segno negativo, proprio per il quasi totale inutilizzo delle terre, nonostante il ritorno alla campagna rappresenti l’unica alternativa all’assenza quasi totale di altre opportunità lavorative, rappresentate nel territorio dalla vocazione turistica con la quale il comparto agroalimentare potrebbe coniugarsi ancora meglio. Nonostante l’opera meritoria di Laore e di altri enti coinvolti nella ricerca e divulgazione in agricoltura, agli agricoltori mancano delle indicazioni tecniche precise su che cosa coltivare, come coltivare, come trasformare e, soprattutto, a chi vendere e come vendere i prodotti ottenuti.

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