Economia e Lavoro

Strade sempre più vecchie ma Comuni senza soldi: opere pubbliche a rischio

Strade e porti sempre più vecchi in Sardegna, la manutenzione costa ma mancano i soldi. Le politiche di austerity degli ultimi anni e i tagli ai Comuni sardi incidono sullo stato di salute delle infrastrutture. I dati: "In dieci anni gli investimenti sono stati dimezzati da un miliardo a 500 milioni".



CAGLIARI - La Sardegna investe sempre meno nelle sue infrastrutture che, senza la dovuta manutenzione, invecchiano sempre più. Invecchiano le strade e i porti dell’isola, mentre un po’ di cura viene riservata agli aeroporti e alle infrastrutture energetiche. Lo evidenzia una ricerca della Cna Sardegna che calcola il valore attuale delle opere pubbliche nel territorio isolano: infrastrutture del genio civile (strade, porti, aeroporti) e infrastrutture sociali (scuole, ospedali, edifici dell’amministrazione pubblica). Emerge che negli ultimi anni gli investimenti complessivi non sono riusciti a compensare la perdita di valore dovuta all’invecchiamento e alla perdita di efficienza funzionale delle opere.

Alla fine del 2014 – segnala la ricerca dell’associazione artigiana - il valore del patrimonio pubblico della Sardegna ammontava a 42,3 miliardi di euro, un dato che colloca la Sardegna all’undicesimo posto tra tutte le regioni italiane: ben al di sotto di regioni come Campania e Sicilia (ma anche di Puglia e Calabria), ma comunque al di sopra di Abruzzo, Molise e Basilicata. Si tratta di 3,1 milioni di euro per chilometro quadrato e 25 mila euro per abitante. “Negli ultimi dieci anni il patrimonio pubblico regionale è invecchiato più di quanto sia riuscito a rinnovarsi – commentano dalla Cna -. Il motivo di questa situazione va ricercato nell’impatto della recessione e delle politiche di austerity ma, soprattutto, nella sempre minore capacità di spesa degli enti locali”.

“Nel 2013 – spiegano Porcu e Zanda - le amministrazioni locali hanno investito in opere pubbliche, in termini di nuove opere e manutenzioni straordinarie, soltanto 500 milioni di euro, contro oltre un miliardo che veniva speso nel 2005 e nel 2006: è chiaro che questa flessione ha inciso negativamente sulla qualità delle nostre infrastrutture”. 

In Sardegna, infatti, gli enti locali hanno tradizionalmente un ruolo centrale in termini di spesa per le opere pubbliche. Nella media degli ultimi quindici anni gli enti locali dell’isola hanno sostenuto ben il 45% degli investimenti contro una media nazionale del 41%. Una quota che si è però progressivamente ridotta proprio a partire dal 2006, quando rappresentava oltre il 60% della spesa totale.

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