Economia e Lavoro

Caffè e brioche diventano un lusso. La crisi dei bar in Sardegna

In un anno chiuse 170 attività, il settore della ristorazione non fa eccezione: meno 3 per cento. Aumentano i tentativi di fare impresa da parte dei singoli. Giù anche i coperti dei ristoranti.



CAGLIARI - Questi ultimi anni hanno creato un forte mutazione del settore della ristorazione in generale (Rrstoranti, bar, mense, catering) in Italia. Molte imprese hanno chiuso, delle nuove ne sono nate, ma soprattutto si sono creati dei modelli distributivi totalmente diversi con innovazioni importanti sul modo di intendere il rapporto consumatore – cibo fuori casa. La Sardegna non è stata immune e non lo è tuttora da questi processi: infatti, come dimostrano i dati, si vede che il settore è in continua evoluzione.

Il primo dato di grande interesse è il rapporto tra imprese della ristorazione ogni 100mila abitanti. L'Isola conta 653 imprese, superando nazioni quali Grecia, Spagna, Francia e la stessa Italia. Ma i dolori veri arrivano squadernando gli altri numeri forniti da Confcommercio Sardegna. I ristoranti (5278) superano di poco i bar (5056) e il settore intero registra numeri preceduti dal segno meno. Eccoli:

La caratteristica di queste imprese è legata con la sua forma imprenditoriale fatta principalmente di imprese individuali (52,50 per cento) e per il (33,70 per cento) di società di persone e solo il 12,1 per cento si avvale di società di capitali principalmente a responsabilità limitata. I consumi naturalmente stanno incidendo su questa evoluzione, infatti nel settennio 2007 – 2014 la spesa media delle famiglie sarde registra il segno meno su quasi tutti i principali settori merceologici. I noltre la spesa media annuale in Sardegna per i consumi alimentari fuori casa è inferiore rispetto alla media nazionale del 28,9 per cento. “Assistiamo ad un processo di forti cambiamenti per i quali il periodo di crisi degli ultimi anni è stato un acceleratore dei processi di trasformazione. Questo impone a tutti gli operatori di settore, ma in generale a tutti gli operatori economici, di una maggiore e più efficace capacità d adattarsi ai cambiamenti", dice il presidente di Confcommercio Sardegna, Agostino Cicalò. "La professione del barista e del ristoratore richiede un livello di professionalità sempre più alto a cui sommare una capacità imprenditoriale particolarmente raffinata in cui anche gli eventi di moda e di tendenza devono essere tenuti costantemente sotto osservazione". 

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