Economia e Lavoro

Opere pubbliche, in Sardegna costi alle stelle. Peggio solo Basilicata e Trentino

Il costo per la costruzione delle opere pubbliche in Sardegna è tra i più alti in Italia: inferiore solo a quello della Basilicata e del Trentino Alto Adige. Lo afferma uno studio della Confartigianato sarda



CAGLIARI - Il costo per la costruzione delle opere pubbliche in Sardegna è tra i più alti in Italia: inferiore solo a quello della Basilicata e del Trentino Alto Adige. Dato il gap infrastrutturale della nostra regione, l’analisi della spesa per gli investimenti pubblici in Sardegna esclude che questo deficit storico dipenda da un minore sforzo di investimenti sul territorio: negli ultimi quindici anni la spesa media per le infrastrutture in Sardegna è stata infatti sempre di gran lunga superiore a quella nazionale. Ma, nonostante una spesa quasi doppia rispetto alla media nazionale, la Sardegna non è riuscita a superare la scarsa dotazione infrastrutturale.

E’ quanto si evince da uno Studio sulla dotazione infrastrutturale delle regioni italiane condotto dalla Cna utilizzando una stima del valore economico di tutte le opere pubbliche che insistono sul territorio regionale (il cosiddetto stock di capitale fisso pubblico) e gli indici di dotazione Tagliacarne (indice di dotazione fisica e di funzionamento delle infrastrutture). Posto il dato medio italiano pari a 100, la Sardegna mostra infatti un indice di costo pari a 209, inferiore solo a quanto misurato per Basilicata (344) e Trentino Alto Adige (234).

Negli ultimi quindici anni la Sardegna è stata la quarta regione italiana sia in termini di spesa per infrastrutture pro-capite (oltre 1.240 euro all’anno per residente, contro una media nazionale di 764) sia per incidenza media annua degli investimenti in infrastrutture sul Pil (circa il 6%, rispetto al 3% nazionale). L’analisi della spesa per investimenti esclude che l’esistente deficit infrastrutturale sia dipeso da un minore sforzo di investimento sul territorio. Nella media degli ultimi quindici anni, infatti, la quota regionale sul totale nazionale degli investimenti in infrastrutture è stata di circa il 4,5%, superiore sia alla quota media di Prodotto Interno Lordo (2,2%) che di popolazione (2,8%). In altre parole, la spesa pro-capite per infrastrutture è stata, in Regione, regolarmente superiore al dato medio nazionale, e lo stesso vale per quanto riguarda la spesa in rapporto all’economia.

"Questi dati dimostrano come sia assolutamente necessaria una attenta riflessione su quelle che sono le caratteristiche e la qualità della spesa per opere pubbliche in Sardegna", evidenziano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna. "E’ necessaria un’analisi approfondita che sia in grado di individuare quei fattori critici in grado di incidere sui costi finali delle opere realizzate e sulla loro qualità. Sono molti gli elementi in grado di incidere sull’efficienza della spesa per infrastrutture – proseguono Piras e Porcu -: alcuni comprimibili, altri strutturali. Tra questi ci sono anche elementi direttamente collegabili con l’inefficienza della gestione e dell’organizzazione del processo di spesa: la qualità della programmazione, l’assenza di valutazione dei costi e benefici dei progetti, la frammentarietà delle fonti di finanziamento e il conseguente ricorso al finanziamento parziale delle opere e soprattutto le carenze nell’attività di monitoraggio che non consente di controllare lo stato di avanzamento degli interventi e di formulare valutazioni generali sull’efficienza nel processo di realizzazione delle opere".

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