Economia e Lavoro

Sviluppo rurale, spesi bene i fondi regionali. "Più forza per l'agroalimentare sardo"

I risultati raggiunti con la spesa delle risorse del PSR 2007-2013, analizzati i dati, per Confcooperative, Legacoop e AGCI della Sardegna "sono molto positivi". Occhi puntati sul tesoretto 2014-2020.



CAGLIARI - Le modifiche apportate ai criteri di selezione oltreché il rafforzamento del concetto di filiera e il rafforzamento delle aggregazioni fra agricoltori, possono essere quel valore aggiunto che può realmente rafforzare il sistema agroalimentare sardo. Le tre organizzazioni chiedono all'assessore regionale dell'Agricoltura, Elisabetta Falchi, "un ulteriore impegno affinché le nuove e attese misure possano partire sin da ora, sapendo che la strada intrapresa è quella giusta, anche se c’è consapevolezza che le difficoltà operative non saranno poche".

Il sistema cooperativistico sardo è pronto a continuare a svolgere quel ruolo di partecipazione attenta e precisa che ha aiutato in questi anni il comparto agroalimentare. Dunque, Confcooperative, Legacoop e AGCI, analizzati i documenti, esprimono "grande soddisfazione per il risultato raggiunto dall’Assessorato dell’Agricoltura nell’utilizzo dei fondi comunitari del Piano di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013, che sono stati quasi completamente spesi, contro ogni ragionevole previsione fatta anche soltanto alla fine del 2014".

Per le tre associazioni l’assessore Elisabetta Falchi e la struttura dell’assessorato dell’Agricoltura "hanno impresso un ritmo di spesa molto importante nel rispetto degli standard di qualità della stessa spesa dei fondi. Ora le attese sono tutte per la nuova programmazione dei Fondi comunitari nel periodo 2014-2020, che è stata concertata appieno con le parti sociali: per le tre associazioni, che rappresentano quasi interamente la cooperazione in Sardegna, l’assessorato dell’Agricoltura ha ora necessità di partire con decisione per mettere a bando le prime misure".

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