Economia e Lavoro

Castagne, un mercato da 16 milioni ma oggi la Sardegna si ferma a 300mila euro

Coldiretti. "Dal mercato della castagne un fatturato potenziale di 16milioni di euro". Secondo i dati è tra le colture più redditizie ma il mercato sardo ora frutta solo 300mila euro.



CAGLIARI - La coltura delle castagne è una risorsa importante per l'economia agricola sarda. Dalle elaborazioni dei dati Laore effettuati da parte della Coldiretti, potenzialmente il mercato delle campagne può arrivare ad una produzione lorda vendibile di circa 16milioni di euro, oggi fermo a 300mila euro.

"E' una coltura a lungo trascurata ma che rappresenta un'ottima integrazione al reddito per le nostre aziende agricole delle aree montane – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. E' una delle colture più redditizie che richiede poche spese, non servono neppure trattamenti".

A risvegliare l'attenzione per la coltivazione delle castagne è stata l'agenzia Laore in collaborazione con alcune aziende della Barbagia-Mandrolisai. Oggi in Sardegna sono stimati circa duemila ettari destinati alle castagne. Quelli riservati alle piante da frutto sono poco più della metà (oltre mille ettari). Il 90 per cento dei quali si trovano nella Barbagia-Mandrolisai (Desulo, Tonara, Belvì, Aritzo), il 5 per cento a Seui e nella Barbagia di Ollolai, il restante 5 per cento nel Goceano e nel Montiferru. In ogni ettaro possono essere impiantate circa 100 piante di castagno, ognuna della quali a regime produce circa 40 kg (40 quintali a ettaro).

Dal 2007 i tecnici di Laore hanno cominciato un piano di ristrutturazione, con l'individuazione e selezione delle biodiversità locali che meglio si adattano al mercato (le cui due qualità più importanti sono la facilità nella sbucciatura e le dimensioni). Hanno già innestato circa 150 ettari a marroni e castagne che rispettano queste esigenze. In pratica stanno adattando, nel rispetto delle biodiversità locali, la produzione alle richieste del mercato.

Il tipo di castagna prodotto è infatti fondamentale. Quelle piccole e difficili da sbucciare non hanno praticamente mercato (costano circa 1 euro), e non vengono neppure raccolte se non a livello familiare. I marroni e le castagne che sbucciano e hanno una certa grandezza vanno invece a ruba e costano circa 4 euro. Per questo con tutti i mille ettari in produzione, potenzialmente si potrebbe arrivare ad un fatturato di circa 16milioni di euro.

"Il mercato aspetta le nostre castagne – spiega il presidente Battista Cualbu –. Stiamo importando la quasi totalità del prodotto mentre la poca produzione locale va a ruba e la vendono quasi tutta nelle sagre, per un fatturato intorno ai 300mila euro. Le prospettive sono ottime e ci consentirebbero di aumentare di oltre il 5mila per cento il fatturato (da 300mila a 16milioni di euro)".

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