Economia e Lavoro

Appalti pubblici, Sulcis in crescita. ╚ crollo verticale nel resto dell'Isola

Il mercato regionale delle opere pubbliche in flessione del 20 per cento tra il 2015 e il 2016. Malissimo Cagliari, si salvano solo il nord della Sardegna e la provincia pi¨ povera d'Italia.



CAGLIARI - Crollano gli appalti pubblici In Sardegna: il mercato regionale delle opere pubbliche cala del 20 per cento rispetto al 2015. Tra gennaio e luglio 2016 bandite 602 gare per un valore complessivo di 308 milioni. Il trimestre maggio-luglio segna un vero e proprio crollo: -45 per cento il numero delle gare e -49 per cento l’importo della spesa. La riduzione riguarda soprattutto gli appalti di importo inferiore al milione di euro che rappresentano l’80 per cento circa della domanda regionale: riduzione del 26 per cento per numero e del 42 per cento per importo.

Tra i Committenti risultano penalizzati soprattutto i Comuni: -23 per cento rispetto al 2015 con spesa dimezzata. Male anche la Regione. Tra le province in crescita Olbia-Tempio, Ogliastra e Sulcis. Male Cagliari. Nella graduatoria nazionale la Sardegna si colloca tra le 11 regioni con dinamica negativa rispetto ai primi sette mesi del 2015. È quanto emerge dal report del Centro studi della Cna Sardegna mette in luce impietosamente il crollo degli appalti pubblici evidenziando un netto ridimensionamento del numero degli interventi promossi, che da maggio si attestano in media sotto le 60 unità mensili, contro i quasi 110 del primo quadrimestre e del 2015 (anno che arrivava dopo un 2014 disastroso).

La fase generale di frenata (o posticipazione) dell’attività dei committenti pubblici ha particolarmente penalizzato i Comuni che, tra gennaio e luglio, hanno mandato in gara 436 lavori (il 23 per cento in meno rispetto al 2015): la relativa spesa è stata di appena 94 milioni, la metà dello scorso anno. Negativo anche il bilancio per la Regione che, con 36 interventi e risorse pari ad appena 750 mila euro, riduce la sua attività del 10 e del 78 per cento rispetto al 2015. In controtendenza le aziende speciali e l’Anas, che segnano crescite esponenziali sia del numero che della spesa. Un risultato, quello del primo gruppo, da ricondurre all’attività di Abbanoa, attiva nel periodo con 14 gare relative principalmente all’efficientamento della rete idrica (in 13 casi su 14 il sistema di realizzazione scelto dalla stazione appaltante è l’appalto integrato, non più ammesso dal 20 aprile 2016).  Tra le aziende speciali rilevante anche l’attività dell'Arst, promotrice  otto gare nel periodo, di cui sette per il servizio di sfalcio e decespugliamento della sede ferroviaria. 

Due le maxi gare dell’Anas che determinano la forte crescita della spesa localizzata nel territorio del Sulcis (+277 per cento), dato che non corrisponde però ad una vitalità della domanda degli enti territoriali, che si riduce del 6 per cento. Altro territorio con un valore delle gare in crescita è l’Ogliastra, ma si tratta di un piccolo mercato, quantificato in 9 milioni (+11,6 per cento rispetto al periodo gennaio-luglio 2016) e, al pari del Sulcis, si caratterizza per un calo numerico (-4,9 per cento). Olbia-Tempio invece è l’unico territorio con una domanda in espansione (da 51 a 75 interventi) di dimensioni medie più modeste rispetto all’anno precedente. Segni tutti negativi per gli altri territori, con i tassi negativi più preoccupanti per il Medio-Campidano (che perde quasi il 20 per cento del numero e l’88 per cento della spesa) e per il Nuorese (-50 per cento il numero e -39 per cento la spesa). Bilancio pesante anche per il primo mercato regionale, quello cagliaritano che, con 152 gare e 111 milioni, contrae domanda e risorse del 25 per cento rispetto al periodo corrispondente del 2015.

"Dopo poco più di tre mesi dall’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti l’attività delle stazioni appaltanti ha chiaramente rallentato in Sardegna così come in tutto il territorio nazionale”, spiegano Francesco Porcu e Mauro Zanda, rispettivamente segretario regionale della Cna Sardegna e presidente di Cna Costruzioni. “Tra gennaio e aprile l’attività dei committenti pubblici aveva migliorato i livelli del 2015 sia nella nostra regione che nel resto d’Italia (+1,9 per cento le gare promosse in Sardegna e +8 per cento quelle in Italia rispetto al primo quadrimestre 2015) ma nei tre mesi successivi si può senza dubbio parlare di un vero e proprio crollo del mercato, ovvero -25 per cento in Italia, assai peggio in regione, -45 per cento”. Anche la spesa, evidenziano i vertici della Cna, ha avuto lo stesso trend: nel primo quadrimestre è cresciuta sia in Sardegna che in Italia (+3 per cento e +65 per cento rispettivamente), mentre tra maggio e luglio si è ridotta del 49 per cento in Sardegna e del 34 per cento nel totale nazionale a testimoniare che il blocco dell’attività riguarda anche i grandi progetti. “Il nostro auspicio", spiegano Porcu e Zanda, "è che l’attività delle stazioni appaltanti venga rimessa in moto dalle risorse europee per il settennio 2014-2020 e soprattutto dai due miliardi di euro previsti per le infrastrutture dal Patto per la Sardegna appena sottoscritto da Governo e Regione”.

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