Economia e Lavoro

Pensioni, in dieci anni la minima su di 82 euro. La Sardegna fanalino di coda

Da 420 a poco 502 euro, tra il 2005 e l'anno scorso l'incremento è di otto euro netti all'anno. I pensionati più poveri sono nelle due Isole italiane, in tasca ogni anno appena 11mila e 300 euro.



ROMA - In 10 anni la pensione minima è aumentata di circa 82 euro, passando da 420,4 euro del 2005 a 502,4 euro del 2015. Si tratta di un incremento annuo di 8,2 euro. È quanto emerge dall'elaborazione dell'Adnkronos, che a incrociato i dati dell'Inps relativi alle rivalutazioni delle integrazioni al minimo. Per l'anno in corso l'importo dovrebbe addirittura scendere a 501,89 euro, a causa della deflazione, ma l'assegno è stato congelato al 2015. L'integrazione viene ricevuta da coloro che, durante la vita lavorativa, hanno maturato un numero di anni contributivi non sufficiente a raggiungere l'importo minimo garantito per legge.

A beneficiare del trattamento, secondo i dati Istat, nel 2014 sono stati 3,4 milioni di soggetti su una platea totale di 16, 2 milioni di pensionati, pari al 21,4 per cento del totale (cioè un pensionato su cinque). L'importo lordo medio annuo dei redditi pensionistici di coloro che percepiscono l'integrazione è di 11770 euro, con l'assegno più elevato che va ai pensionati del centro (12202 euro). I più poveri sono invece i colleghi delle Isole (inclusa la Sardegna), che si fermano allo scalino più basso con 11341 euro.

 

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