Economia e Lavoro

Contributi ai giornali online, 13 richieste

Chiuso il bando per i contributi alle testate online: 13 le richieste. L'assessore Firino soddisfatta: "Massima attenzione al settore". Ma ci sono critiche: "Soldi solo a testate più ricche".



"L'esito positivo del bando a favore delle testate giornalistiche on line ci conforta e dimostra la necessità di questo provvedimento, messo in campo per la prima volta, e rafforza la nostra volontà di continuare a prestare la massima attenzione verso un settore in crescita". A dirlo è l'assessore dell'Informazione Claudia Firino, a seguito della chiusura del bando per i contributi alle testate on line. "Il bando riconosce l'importanza dei nuovi media – ha proseguito Firino - e sostiene la pluralità dell'informazione, l'occupazione e la valorizzazione della qualità professionale dei giornalisti".

Dai primi dati emersi dalle domande presentate in assessorato sono 13 le testate che hanno avanzato la richiesta di contributo per l'attività svolta lo scorso anno, al momento al vaglio degli uffici che ne verificheranno i requisiti per l'erogazione delle risorse stanziate.

"Emerge già da un primo esame - ha concluso l'assessore - la necessità di incrementare i finanziamenti annuali per il comparto. Riteniamo inoltre che l'intervento sperimentale possa presto diventare strutturale e sempre più efficace, anche con il contributo di tutti gli operatori coinvolti. Nell'ambito della proposta di modifica della Legge sull'editoria e l'informazione (L.R. 22/1998), che sarà presto all'esame della giunta, le testate on line verranno riconosciute".

Le critiche. “Sono poche briciole i 200mila euro messi a bando dall’assessore Firino per sostenere le testate online sarde e per di più, visti i requisiti richiesti, andranno ai pochi giornali che hanno alle spalle editori facoltosi”.  Paolo Truzzu, Consigliere regionale di Fratelli d'Italia-An, critica il bando dell’assessorato alla Cultura che ha “escluso gran parte delle piccole testate online isolane, quelle che più avrebbero bisogno del sostegno pubblico per continuare ad esistere e per poter regolarizzare i giornalisti”.

Truzzu si fa portavoce di diversi giornali web. “Pochissimi editori, finora, si sono potuti concedere il lusso di assumere giornalisti applicando i contratti nazionali (come indicato nei requisiti), anche perché in tante situazioni la figura dell’editore corrisponde a quella di un giornalista che, facendosi imprenditore di se stesso, diventa direttore della sua testata on line, contribuendo così certamente ad implementare l’occupazione, ma non i ‘contratti’ o le ‘buste paga’”, hanno denunciato gli editori di diverse piccole testate in una lettera all’assessore alla Cultura.

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