Economia e Lavoro

Poste italiane, in Sardegna incubo tagli: "A rischio 750 dipendenti"

"Il piano di privatizzazione di Poste Italiane metterebbe a rischio 750 dei 3500 dipendenti in Sardegna". E' l'allarme dei sindacati che, in vista dello sciopero proclamato dalle segreterie nazionali Slc Cgil, Slp Cisl, Faipal Cisal, Confasal Com e Ugl Com per il 4 novembre, organizzano una manifestazione con corteo a Cagliari.



CAGLIARI - Le ragioni della mobilitazione sono legate alla recente decisione del Consiglio dei Ministri di quotare in Borsa (dopo un pacchetto di oltre il 30% a ottobre 2015) un ulteriore 29,7%, e di conferire a Cassa Depositi e Prestiti il rimanente 35% del capitale, con l'uscita definitiva del Ministero dell'Economia dall'azionariato di Poste Italiane.

Nella giornata di astensione dal lavoro, si svolgerà - in concomitanza con iniziative simili in tutte le regioni e con due presidi a Roma, di fronte al Mef e alla sede centrale dell'azienda - la manifestazione regionale a Cagliari: appuntamento alle 9 di fronte alla sede Rai in viale Bonaria per il corteo che farà tappa in via Roma, davanti al palazzo del Consiglio regionale, per arrivare poi in piazza del Carmine, sotto la sede della rappresentanza del Governo.

I sindacati chiedono di incontrare i capi gruppo di tutte le forze politiche per illustrare le ragioni della vertenza e il rischio di abbandono del servizio universale sul territorio della Sardegna: "Le ricadute occupazionali e sociali del piano di privatizzazione e riassetto in Sardegna – spiegano i responsabili regionali del settore, Antonello Zedda (Slc Cgil), Timoteo Baralla (Slp Cisl), Mario Abis Failp Cisal, Albero Garau (Confsal Com), Marco Murgia (Ugl Com) - assumono proporzioni di estrema gravità: sui 3500 dipendenti presenti in Sardegna, 1200 addetti al recapito e allo smistamento e 2300 nell'area dei servizi finanziari al pubblico e aree di staff, si ipotizzano tagli rispettivamente di 350 lavoratori sui servizi postali e 400 sui servizi finanziari".

Secondo i sindacati "il piano di riassetto prevede ulteriori interventi di chiusura degli Uffici Postali nelle zone più disagiate che si aggiungerebbero alle chiusure a giorni alterni, già realizzate in questi anni in oltre 80 Comuni della Sardegna, e alla scelta di limitare il recapito della corrispondenza (sempre a giorni alterni), con un impatto pesantissimo sull'occupazione, sulla qualità del servizio offerto e la garanzia del servizio universale e dei servizi di prossimità alle popolazioni delle aree più disagiate del nostro territorio".

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