Economia e Lavoro

Appalti pubblici, flessione inarrestabile nell'Isola. Comuni e Regione non aprono più il portafoglio

Nei primi nove mesi del 2016 crollo del 20 per cento, si raggiunge il meno quaranta alla voce "spese". Reggono solo Province e Aziende Speciali. Poche gare, si va al risparmio.



CAGLIARI - Continua la flessione degli appalti pubblici In Sardegna .Tra gennaio e settembre 2016 sono state bandite 715 gare per un valore complessivo di 336 milioni. Il numero di appalti cala del 20 per cento, mentre la spesa diminuisce del quaranta per cento rispetto al 2015. Flessione generalizzata per tutti gli appalti ma si dimezzano quelli medi tra i 500mila euro e il milione. L'importo medio delle gare si riduce da 720mila a 580mila euro. Tra i committenti si riduce nettamente la domanda degli enti territoriali (674 gare contro le 865 del 2015), soprattutto di Comuni e Regione. Reggono Province e Aziende Speciali. Tra le province reggono solo Olbia-Tempio e Iglesiente. Cresce il ribasso medio praticato dalle imprese, -27 per cento il più elevato degli ultimi 15 anni. Diminuiscono anche le aggiudicazioni (376 per un valore di 379 milioni) con una flessione del 19 per cento (numero) e 3 per cento (valore) rispetto al 2015. Porcu e Zanda (Cna): "Anche in Sardegna si registra un rallentamento dovuto all'entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti, che necessita di correzioni profonde. Questi effetti, sommati ai persistenti tagli alle risorse delle amministrazioni comunali, ieri come oggi ingessate da regole di bilancio assurde, proiettano un'ombra sinistra sulla possibilità di tornare a far crescere gli investimenti".

Continua inesorabile la flessione degli appalti pubblici in Sardegna. Se nel corso del primo trimestre 2016 si era osservata una certa volatilità del mercato con un numero in modesta crescita a fronte di un forte calo della spesa, alla fine di settembre 2016 il risultato è negativo su entrambi i fronti. Lo rileva l'ultimo report del Centro studi della Cna Sardegna. "Come accaduto a livello nazionale, anche in Sardegna si sono fatti sentire gli effetti dell'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti che necessita di correzioni profonde", spiegano Francesco Porcu e Mauro Zanda rispettivamente segretario regionale della Cna Sardegna e presidente di Cna Costruzioni. "Questi effetti, sommati ai problemi persistenti di tagli alle risorse delle amministrazioni comunali ieri vittime del patto di stabilità oggi delle nuove regole sui "bilanci armonizzati" che dal punto di vista degli effetti pari sono (non consentendo neppure ai comuni virtuosi di spendere gli avanzi di amministrazione), proiettano un'ombra sinistra sulla possibilità di rilanciare gli investimenti". I vertici dell'associazione artigiana ricordano anche che il progressivo ridimensionamento del numero dei bandi di gara, oltre che a fattori di mercato, è da ricondurre anche al progressivo innalzamento della soglia di importo entro la quale è consentito l'affidamento mediante procedura negoziata senza pubblicazione del bando (salita a un milione con l'entrata in vigore del Decreto legge 70 del 13 maggio 2011, convertito con la legge 106/2011).

All'interno del gruppo i Comuni sono i responsabili principali del risultato negativo. Il risultato è negativo anche per la Regione, per gli Enti per l'edilizia abitativa e per quella sanitaria. Province e Aziende Speciali si sottraggono invece alla forte riduzione della domanda, grazie, nel caso delle Aziende Speciali, all'intensa attività di Abbanoa, che ha promosso 15 gare di importo superiore a un milione per lavori di efficientamento della rete idrica (tutti appalti integrati), così come è un appalto integrato la gara promossa da Arst per la realizzazione del collegamento Repubblica/Stazione della metropolitana leggera di Cagliari (20,3 milioni l'importo a base di gara). Quanto alle grandi committenze, il bilancio è invece tutto positivo, grazie alle Ferrovie, solitamente poco attive in Sardegna, ma soprattutto all'Anas che con 15 gare ha promosso lavori per quasi 80 milioni. La ripartizione della spesa tra comparti di attività mette in evidenza nel 2016 il ruolo centrale delle opere del genio civile che, con una spesa record pari a 262 milioni, assorbe il 78 per cento delle risorse in gara. Gli interventi per opere del genio civile sono anche i più numerosi: nel 2016, tra gennaio e settembre, ne sono stati censiti 378, più della metà del mercato, contro i 300 dell'edilizia non residenziale. Al settore dell'edilizia abitativa spetta circa il 2 per cento del mercato regionale, ovvero 15 interventi e poco più di 6 milioni.

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