Economia e Lavoro

Molentargius e Santa Gilla, 3 milioni per il rilancio. In laguna ittiturismo e percorsi naturalistici

Asse tra Comune, Regione, Cacip e Demanio: l'area lagunare ad ovest del capoluogo sardo rinnovata entro il 2018. Rilancio delle attività legate alla pesca. E nella "casa" dei fenicotteri arriva un osservatorio privilegiato.



CAGLIARI - Molentargius da un lato, Santa Gilla dall'altro. Le 2 maxi oasi-gioiello sono pronte a ricevere una pioggia di euro ed essere rilanciate. I denari sono regionali, la proposta e l'impegno messo nero su bianco si estende anche al Comune del capoluogo sardo, più (nel caso di Santa Gilla) Cacip, Demanio e Consorzio ittico. Tre milioni tondi tondi: mezzo milione per far diventare realtà un osservatorio dei fenicotteri in viale Europa, in cima al parco di Monte Urpinu. I due milioni e mezzo restanti, invece, finiscono nel lato geografico opposto: nella laguna di Santa Gilla. Fondamentale l'incontro ristretto, due settimane fa, nell'assessorato regionale dell'Ambiente: oltre ai padroni politici di casa, presente il Comune di Cagliari con l'assessore all'Urbanistica, Francesca Ghirra, il Cacip, il Demanio, e il Consorzio ittico Santa Gilla. L'intesa, a quanto pare, è stata sancita. 

"Nella laguna di Santa Gilla i lavori iniziano entro i primi mesi del 2017 e finiscono entro il 2018. Le risorse sono state dirottate, con coerenza, per riqualificare l'area. Una pista ciclopedonale da Giorgino fino alla torre della Quarta Regia, oltre al rilancio dell'attività dei pescatori, dall'ittiturismo al museo della laguna (attualmente versa in uno stato totale di abbandono, ndr), infopoint, possibilità di noleggiare biciclette e di svolgere percorsi naturaslistici", afferma la Ghirra, "la delibera ad hoc è destinata a essere approvata dalla Giunta comunale entro l'anno. C'è un cronoprogramma da rispettare, in viale Europa si deve costruire un punto di osservazione in direzione Molentargius".

La speranza che le parole della politica diventino, rapidamente, fatti, è ciò a cui si aggrappa Renato Murgia. È il presidente dell'associazione di categoia Armatori Motopescherecci Sardi, alla quale sono iscritti tutti i lavoratori dell'area lagunare. "Fino al 2020 la gestione dell'area è nostra, il problema della proprietà andava avanti da anni. Nella nostra relazione proponiamo varie attività, dall'avifauna all'ittiturismo, dalle fattorie didattiche ai percorsi ciclabili, in piena sintonia col concetto di città metropolitiana. La laguna, da valorizzare, dev'essere fruibile da tutti. I lavori all'ex schiuditoio sono fondamentali". Murgia auspica anche "un aumento dei posti di lavoro, finora i pescatori sono 200, e si barcamenano tra le varie problematiche".

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