Economia e Lavoro

Crollo verticale del prezzo del latte, pastori sardi sul piede di guerra. "Ovili a rischio chiusura"

Arrivano da tutta l'Isola le adesioni dei Consigli comunali al Comitato di crisi del latte ovino. Sindaci al fianco dei produttori. L'"oro bianco" pagato sempre meno, il crac del comparto è dietro l'angolo.



CAGLIARI - "Sindaci con i pastori per difendere il prezzo del latte". Stanno arrivando numerose e da tutti gli angoli della Sardegna le adesioni dei consigli comunali al Comitato di crisi del latte ovino. "Segno tangibile che i sindaci sentono la preoccupazione per i loro pastori che con il latte pagato meno di 60 centesimi saranno costretti a chiudere gli ovili" commenta Simone Cualbu presidente della Federazione Nuoro Ogliastra. "Una situazione esplosiva che presto potrebbe trasformarsi in un problema di ordine pubblico".

Il Comitato di crisi è nato l'11 dicembre scorso a Nuoro durante un incontro tra la Coldiretti e i sindaci sardi. "Siamo stati lasciati soli dalla massima istituzione, la Regione, davanti al dramma del prezzo del latte – continua Alessandro Serra, direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra -. Nella lunga e dura vertenza per il prezzo del latte non hanno proferito parola". Non hanno ritenuto opportuno prendere posizione su un bluff che è costato 100 milioni di euro al mercato del pecorino romano (i trasformatori dal gennaio scorso hanno ripetuto ai quattro venti che il prezzo del Pecorino romano sarebbe crollato per colpa della sovrapproduzione di latte. Parlavano di 100 milioni di litri di latte in più, mentre alla fine non se n'è munto un litro in più. Ma intanto il prezzo del pecorino romano è sceso da circa 9,50 – 10 euro al chilo a 6). "Non hanno proferito parola quando a ottobre Coldiretti Sardegna ha lanciato l'allarme dei contratti a 50 centesimi e si continua sulla linea del silenzio adesso che gli stessi industriali fanno cartello e incuranti dei contratti a 80 e 85 centesimi di novembre, impongono il prezzo sotto i 60 centesimi".

"Per questo – dice Serra - abbiamo convocato i sindaci, le sentinelle del territorio, che si ritroverebbero a dover gestire l'implosione degli ovili con tutte le conseguenze economiche e sociali che ne deriverebbero. Con loro a Nuoro abbiamo condiviso la preoccupazione per la situazione che si sta vivendo in campagna e deciso di unire le forze per mettere in campo una serie di iniziative, non escludendo di scendere in piazza".

"Per questo abbiamo inviato a tutti i sindaci una bozza di delibera da portare nei Consigli comunali per aderire al Comitato di crisi – spiega Alessandro Serra -. In meno di un mese e con le festività natalizie in mezzo sono già oltre dieci nella sola nostra Federazione i Comuni che hanno aderito. Ma tanti altri sindaci ci hanno già dato la disponibilità e al primo consiglio comunale metteranno la delibera all'ordine del giorno". "Le faremo pervenire al presidente Pigliaru – anticipa Simone Cualbu - unico interlocutore in assenza di assessore all'Agricoltura. A seguire chiederemo un incontro congiunto sindaci-Coldiretti al presidente, per presentare la situazione, divenuta critica, con i pastori sul piede di guerra".

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