Economia e Lavoro

Sassari, sugherete distrutte dalla neve

Emergenza neve, distrutti centinaia di ettari di sugherete. Coldiretti Sassari e Gallura “Subito lo stato di calamità naturale”. A soffrire maggiormente l’ondata di maltempo sono state le aziende agricole. Tra Alà dei Sardi, Buddusò e Nule i danni più gravi alle sugherete, ai capannoni e alla viabilità rurale.



SASSARI - La nevicata straordinaria che la settimana scorsa ha investito tutta la Sardegna non ha risparmiato i comuni di Alà dei Sardi, Buddusò e Nule che per giorni si sono trovati a fare i conti con una delle peggiori perturbazioni degli ultimi trent’anni. A soffrire maggiormente sono state le aziende agricole che hanno riportato gravi danni alle strutture e al bestiame.

Lunga la lista dei disagi. Centinaia di ettari di sugherete sono stati compromessi dall’ondata di maltempo, il peso della neve ha spezzato i rami degli alberi dimezzando la produzione. Una pessima notizia per un settore che già quest’estate aveva subito danni incalcolabili a causa della processionaria, un bruco voracissimo e infestante che non risparmia nemmeno le nervature delle foglie. Oltre al patrimonio boschivo, il peso della neve ha danneggiato decine di capannoni e strutture agricole.

Anche sul fronte bestiame le cose non sono andate molto meglio. Tanti pastori sono ancora impegnati nella ricerca delle pecore e delle capre smarrite durante la nevicata e molte altre sono morte sotto le macerie dei capannoni distrutti. Il freddo poi ha compromesso la produzione del latte con una perdita, nel solo mese di gennaio, di circa il 50%. Un dato che potrebbe rimanere invariato fino alla prossima primavera quando il ciclo produttivo riprenderà a pieno ritmo.

Infine la viabilità rurale. Le strade dell’agro sono diventate inagibili e, in molti casi, per raggiungere le imprese agricole gli allevatori sono costretti a utilizzare il trattore. Questo non significa solo un enorme disagio per gli operatori del settore che impiegano il doppio del tempo per raggiungere il proprio allevamento ma comporta innumerevoli sforzi su più fronti, come nel caso del conferimento del latte che non avviene più a domicilio ma presso i centri abitati.

«Fin dai primi giorni ci siamo resi conto di essere di fronte a una nevicata straordinaria – afferma il sindaco di Alà dei Sardi, Francesco Ledda. In poche ore il manto nevoso aveva già superato il metro di altezza e in meno di ventiquattrore sull’agro si erano depositati due metri di neve. Molte stalle e molti capannoni sono crollati sotto il peso della neve uccidendo il bestiame. Decine di strade sono diventate inagibili e ancora oggi non sono percorribili. Ma il problema maggiore riguarda il nostro patrimonio boschivo. Migliaia di alberi si sono spezzati sotto il peso della neve dimezzando la produzione di sughero. Sarà difficile recuperare quanto perso come sarà difficile ripulire l’agro dai rami rimasti per terra che nel periodo estivo potrebbero diventare benzina per gli incendiari».

«Al termine di questa intensa settimana – conclude Giovanni Antonio Satta, sindaco di Buddusò – ci sentiamo in dovere di ringraziare la Protezione Civile, l’Agenzia Forestale Regionale, i barracelli e le forze dell’ordine che ci hanno aiutato a fronteggiare l’emergenza. Ma soprattutto la popolazione che ha capito la gravità della situazione e che si è prodigata per aiutarci a risolvere le tante criticità causate dall’evento calamitoso».

«Invitiamo tutti gli agricoltori che hanno subito dei danni a causa del maltempo a mettersi in contatto con i propri Comuni di appartenenza per segnalare eventuali situazioni di pericolo – commenta il direttore della Coldiretti Sassari e Gallura, Ermanno Mazzetti. Contestualmente chiediamo alle Amministrazioni locali di monitorare l’agro per chiedere alla Regione Sardegna, dove necessario, di attivare lo stato di calamità naturale».

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