Economia e Lavoro

Appalti pubblici, mercato ai minimi in Sardegna. Mai così male dal 2000

Nel 2016 bandite 954 gare per un importo di 478 milioni. Flessione fortissima a livello regionale, ok a neanche due cantieri al giorno. "Crollo verticale, urgente nuovo piano di piccoli investimenti".



CAGLIARI - Appalti pubblici, in Sardegna mercato ai minimi storici: toccati i livelli più bassi degli ultimi 15 anni. Nel 2016 il numero dei bandi di gara cala del 27 per cento e il valore delle gare crolla del 53 per cento rispetto al 2015. Tra le regioni italiane solo Trentino Alto Adige e Puglia fanno peggio. Da maggio a ottobre promossi, in media, dalla macchina pubblica, meno di 60 gare al mese contro le 110 del 2015. Diminuisce l'apporto dei Comuni: negli ultimi dodici mesi in gara 700 lavori: il 29 per cento in meno rispetto al 2015. Lieve miglioramento negli ultimi mesi dell'anno con un aumento del numero delle gare.

Mercato degli appalti ai minimi storici in Sardegna. Malgrado una ripresa negli ultimi mesi dell'anno, il 2016 si chiude con un risultato decisamente negativo per il mercato dei bandi di gara di lavori pubblici nell'Isola. Gli ultimi dati resi noti dal centro studi della Cna Sardegna scattano una fotografia impietosa del mercato delle opere pubbliche: con 954 interventi per un importo a base di gara di 478 milioni, il mercato si riduce del 27 e del 53 per cento rispetto a numero e importi in gara nel 2015, toccando addirittura i livelli più bassi degli ultimi 15 anni. La forte flessione del mercato regionale è iniziata nei primi mesi dell'anno e si è fatta più evidente nei mesi successivi all'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti: da maggio a ottobre promossi, in media, dalla macchina pubblica regionale, meno di 60 gare al mese, contro le 110 del 2015. Un rallentamento che interessa soprattutto gli enti territoriali e tutti i livelli dimensionali delle gare. Un dato messo in evidenza dalla forte riduzione delle risorse attivate: nei sei mesi più critici (maggio-ottobre), la spesa mensile promossa risulta pari, in media, a meno di 23 milioni, contro gli oltre 80 del 2015. La rilevazione della Cna Sardegna evidenzia comunque alla fine dell'anno i segnali di un lieve miglioramento, con un numero di gare promosse che torna a superare le 60 unità (78) a novembre e a dicembre le 100 (108).

LE DIMENSIONI DEGLI APPALTI - L'analisi della Cna conferma una riduzione generalizzata di tutte le tipologie dimensionali. Fatta eccezione per i bandi con importo non segnalato, che passano da 150 a 166, la riduzione riguarda infatti tutte le classi. Il cuore del mercato isolano, ovvero i lavori di importo compreso tra 150 mila euro e un milione, che rappresentano più del 90 per cento del numero complessivo con importo segnalato, si riducono del 31 per cento  rispetto al 2015, mentre la relativa cifra d'affari a base di gara cala del 40 per cento. Sul fronte dei grandi lavori, sopra i 15 milioni se ne contano appena 6 lo scorso anno (meno 46 per cento rispetto al 2015) e la spesa a questi associata è crollata del 72 per cento: appena il 29 contro il 49 per cento del 2015.

"È ancora presto per definire una inversione di tendenza decisiva", commentano Francesco Porcu e Mauro Zanda, rispettivamente segretario regionale della Cna Sardegna e presidente di Cna Costruzioni, "ma sembra che il blocco dell'attività delle stazioni appaltanti condizionato dalle novità normative possa ritenersi superato. Anche la dinamica della spesa conferma una nuova fase espansiva, soprattutto a dicembre quando vengono sfiorati i 90 milioni. Resta comunque una estrema fragilità del mercato isolano che può essere risollevato soltanto attraverso una netta accelerazione della spesa pubblica a cui è necessario aggiungere nuovo slancio con un piano investimenti in opere di piccola taglia, ad alta intensità di manodopera, elevata redditività ed immediata cantierabilità".

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