Economia e Lavoro

Crisi, gli agricoltori: "Azioni rapide o trattori ancora in piazza". In Regione proposta di legge su prezzo latte

La manifestazione dello scorso primo febbraio? "Solo un antipasto", così pastori e agricoltori, nel caso non arrivino risposte rapide dal mondo politico. Spunta proposta: "Costo del latte deciso dall'Europa".



CAGLIARI - La mobilitazione continua. E se non ci saranno risposte immediate pastori e agricoltori sono pronti a tornare in piazza, con azioni molto più forti. Coldiretti "non arretra di un centimetro dalla manifestazione di mercoledì scorso a Cagliari, con 5mila pastori, agricoltori e pescatori davanti al Consiglio regionale". Protagonisti anche i mille pastori e agricoltori della Federazione di Coldiretti Nuoro Ogliastra.

"Il clima è infuocato", evidenzia il presidente provinciale, Simone Cualbu. "La politica è chiamata a risposte immediate che portino denari nelle tasche dei produttori, ridotti in queste condizioni da una filiera distorta che li utilizza come bancomat per pagare le loro incapacità. L’esempio lampante arriva dai pastori che si sono visti dimezzati gli assegni del latte. La Regione deve rimediare a questa drammatica situazione e sia finalmente arbitro super partes che garantisce tutti gli attori della filiera”. Sullo stesso tema anche il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Alessandro Serra. "La prossima settimana arrivano i primi 40 dei 100 milioni di premi comunitari che devono essere liquidati entro il mese di febbraio grazie all’impegno del ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina. Ci aspettiamo altrettanta sensibilità da parte della Regione, altrimenti siamo pronti a fermare la Sardegna con i nostri trattori". 

Intanto, sui banchi del Consiglio regionale è in dirittura di arrivo una proposta di legge, messa nero su bianco dal presidente de La Base, Efisio Arbau, insieme al consigliere regionale, Gaetano Ledda. "La risposta alla crisi del prezzo del latte ce la da l’Europa con il 'pacchetto latte'. Si tratta di regole in materia di contratti obbligatori, rafforzamento del potere contrattuale dei produttori, con  una specifica attenzione alla programmazione dell'offerta dei formaggi  Dop. Che si declina nel nostro caso particolare con il ritiro/ammasso  del Pecorino romano legato alla remunerazione del latte ai pastori ad  un prezzo non inferiore ai costi di produzione, stabilito in 80  centesimi". In sostanza la crisi del prezzo del latte potrebbe derivare da una mancata regolazione dell'offerta del pecorino romano che ha portato nella stagione scorsa ad un sua sovrapproduzione, indicate da Confindustria in 50mila quintali. La proposta ha due articoli. "Uno generale, che applica alla  Sardegna il pacchetto latte imponendo la contrattazione collettiva e  la forma scritta dei contratti. Ed uno specifico e contingente che  pone in essere un'azione di ammasso/ritiro delle eccedenze produttive, condizionata alle regole ed ai principi enunciate nel primo articolo, ovvero l'equa remunerazione dei componenti della filiera, definita in modo chiaro e trasparente dal costo di produzione".

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