Economia e Lavoro

Pastori sardi dal cuore sconfinato. 1000 pecore per i "colleghi" umbri colpiti dal terremoto

Gesto di solidarietà e speranza, la plurisecolare "sa paradura" arriva, dalla Sardegna, fino all'Umbria. "Ponte di aiuto per migliaia di produttori in crisi a causa delle scosse".



CAGLIARI - Una grande rete sociale e solidale che coinvolge mille pastori che rispolverano l’antico istituto de "sa paradura" per aiutare i colleghi più sfortunati del centro Italia, ed in particolare quelli umbri del Comune di Cascia e delle frazioni che hanno perso tutto a causa del terremoto. "Sa paradura"affonda le sue radice nei secoli, ed è rimasta in vigore fino agli anni sessanta - settanta. Si tratta di una solidarietà comunitaria della società pastorale: in casi di estrema necessità personale, quando un pastore perdeva il suo gregge per calamità naturali, perché gli era stato rubato o perché era stato in prigione per lungo tempo e aveva perso tutto, allora c’era l’intervento sociale dei colleghi che gli davano la possibilità di ricominciare donando ognuno una pecora e consentendo allo sfortunato di turno di ricomporre il gregge.

Un gesto di solidarietà e speranza per superare le scosse di terremoto iniziate il 24 agosto scorso che hanno colpito più volte le regioni del centro Italia, facendo perdere ai pastori, case, stalle e bestiame. È l’iniziativa di Coldiretti Sardegna, il gruppo musicale di Nuoro Istentales con la collaborazione della sezione sarda di Prociv Italia, del Casiss (Corpo ausiliario di soccorso internazionale san Silvestro), dell’azienda Carni Sarde, Coldiretti Umbria e il patrocinio del Consiglio regionale e tante altre associazioni.Un territorio, quello colpito dal sisma, ad alta densità di aziende agricole (7 ogni 100 abitanti, rispetto alla media nazionale di 2,7 per cento), dove sono a rischio 3300 posti di lavoro. 

“Nonostante il momento di grave difficoltà che stiamo vivendo come pastori sardi", spiega il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, "con il latte pagato a 55 centesimi, sotto il costo di produzione, non dimenticano chi sta peggio di noi: i colleghi del Centro Italia colpiti dal terremoto. Come Coldiretti Sardegna ci siamo già attivati con altre iniziative: con Campagna Amica con la vendita delle caciotte della solidarietà di Amatrice e con i Giovani Coldiretti con la vendita dei prodotti dei nostri soci che hanno devoluto i ricavati alle aziende agricole di Norcia”.

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