Economia e Lavoro

"Sa paradura" da Olbia a Cascia. SolidarietÓ tra pastori e mega pranzo sardo

Dall'Isola mille pecore per l'Umbria sconvolta dal terremoto. Il "mutuo soccorso" tra i lavoratori dei pascoli rivive grazie agli Istentales. Domenica 2 aprile protagonisti 600 pastori e 150 Comuni.



OLBIA - La solidarietà dei pastori sardi varca i confini del Tirreno e abbraccia i pastori terremotati di Cascia, ai quali domenica 2 aprile vengono donate mille pecore e tanto affetto. Il mutuo soccorso dei pastori, "sa paradura", questa volta ha trovato alleati in tante associazioni, imprese ed enti pubblici. Si tratta di un gesto di solidarietà comunitaria del mondo pastorale che vedeva mobilitati i pastori ogni qualvolta un collega per calamità naturali o per i più svariati motivi perdeva il suo gregge. L’intervento sociale dei confinanti e degli amici con la donazione di una pecora ciascuno, gli dava la possibilità di ricominciare.
L’iniziativa nata da un’idea da Gigi Sanna pastore e leader del gruppo musicale Istentales è stata subito sposata dalla sua organizzazione, Coldiretti Sardegna insieme ai pastori e altri sui soci: la cantina Silattari e l’azienda agricola Monreale, oltre alla sezione sarda della Prociv Italia e alla Cassis (Corpo di soccorso ausiliario internazionale San Silvestro). A loro si sono uniti tantissimi altri enti, associazioni e imprese. A cominciare dall’Agenzia Agris che ha ospitato e accudito le pecore arrivate da ogni angolo della Sardegna nel proprio centro a Bonassai.

SA PARADURA - Il sisma che ha colpito l’Italia centrale ha causato anche una strage di animali e tantissimi disagi per gli allevatori. Da qui l’iniziativa de "sa paradura" per portare a Cascia mille pecore e donarle ai pastori. Un piccolo gesto di solidarietà per mostrare la vicinanza del mondo pastorale sardo ai colleghi. L’iniziativa ha trovato la risposta e l’adesione di oltre 600 pastori di circa 150 Comuni. Tante altre pecore sono rimaste negli ovili per problemi logistici e di benessere animale: devono affrontare un viaggio di 24 ore necessitano di spazio nei camion. Da martedì 21 i camion della Coldiretti, grazie al sostegno del Comune di Ollolai, del Club Camperisti Sardi e della Fondazione di Sardegna, hanno trasportato le pecore tutte a Bonassai, nel centro dell’Agenzia Agris, che ha dato ampia disponibilità per custodirle e accudirle. Mentre i veterinari dell’Asl di Sassari e di tutta la Sardegna si sono adoperati per accelerare tutte le procedure sanitarie nel pieno rispetto delle regole. Le pecore, imbarcate da Olbia, insieme a 500 quintali circa di insilato offerto dalla Cooperativa produttori e dalla 3 A di Arborea, sono trasportate da due mezzi messi a disposizione gratuitamente dalla tirso Trasporti e dalla logistica Mediterranea. All’iniziativa hanno aderito anche le Compagnie del Gruppo Onorato Armatori. Sempre da Olbia sono partiti, guidati da Coldiretti Sardegna, i pastori e tutti gli organizzatori che domenica 2 aprile oltre a consegnare le pecore a 40 pastori di Cascia, organizzano un mega pranzo sociale a circa 1500 persone nella piazza Papa Leone XIII del paese umbro.

Pranzo con prodotti coltivati e trasformati in Sardegna offerti dai soci Campagna Amica della Coldiretti. A partire dalla pasta offerta dalla Cocesa e dal Consorzio Agrario di Sardegna; il sugo preparato con il passato di Io Sono sardo di Arpos; il formaggio dalla 3 A di Arborea insieme a hamburger, cipolle, patate, carote e pomodori; l’olio da Salvatore Sanna di Ittiri e Pietro e Sergio Saba di Sassari; il pane da Elina Cubeddu di 22 - Sedini; il porcetto termizzato dalla società agricola Monreale di San Gavino; la testa in cassetta dalla Società cooperativa La Genuina che si occupa anche del trasporto; pecore e agnelli da tanti altri pastori. Infine il vino, che arriverà in grandi quantità grazie ai viticoltori di Mamoiada riuniti nella associazione Mamoja e dalla cantina Silattari si Bosa. Quest’ultima inoltre ha confezionato 500 bottiglie di spumante di Malvasia di Bosa che saranno vendute insieme al cd degli Istentales a 20 euro, con il ricavato devoluto alle popolazioni terremotate. Mentre la sezione sarda della Prociv Italia si è occupata della logistica per la cucina e il pernottamento. Insomma partendo dai pastori si è creata una incredibile rete sociale di aiuto dove ciascuno ha potuto dare il proprio contributo alla costruzione di un gesto importante.

Domenica, dopo la messa nella cattedrale (celebrata anche da don Mario Tanca, responsabile ecclesiastico regionale della Coldiretti Sardegna) e la benedizione delle pecore, spazio all’assegnazione ai pastori di Cascia. A seguire in serata un grande momento di festa grazie al concerto degli Istentales e all’esibizione dei diversi gruppi culturali che accompagnano la spedizione: il Coro Amici del Folklore di Nuoro Tenore Unta Vona, Mamutzones Antigos, Francesca Lai Maschere S’Urtzu.

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