Economia e Lavoro

Continuità marittima, in sei anni spesa pubblica aumentata del 200%

La spesa pubblica per garantire la continuità territoriale marittima dei sardi dal 2010 al 2016 è aumentata del 201%. I dati della Corte dei Conti.



CAGLIARI - Continue iniezioni di denaro pubblico per garantire la mobilità via mare dei residenti in Sardegna. La Regione dal 2010 al 2016, a causa della mancata privatizzazione delle rotte, ha incrementato la spesa del 201% passando dai 7,5 milioni del 2010 ai 22,5 milioni del 2016. Perché questo aumento? A spiegarlo è stata stamattina la Corte dei Conti regionale durante un'adunanza pubblica. 

"La materia - è scritto nella relazione finale - è regolata da accordi in base ai quali la Regione si è occupata di assicurare i collegamenti con le isole minori, assicurando il servizio a costi calmierati, mentre restava affidato allo Stato il compito dei collegamenti con il continente". Nel corso del 2011 la Regione, tuttavia, "in considerazione dell’aumento delle tariffe delle compagnie private, al fine principale di sostenere il turismo", ha ritenuto di intervenire direttamente affidando alla compagnia Saremar, interamente partecipata, anche le rotte verso il continente (la cosiddetta 'Flotta sarda').

Per ottenere questo scopo, rimarca la Corte, si è reso necessario un sostegno economico alla compagnia che tuttavia è apparso non conforme alle regole comunitarie sul diritto alla concorrenza. Sono nate quindi una serie di vicende che hanno portato alla definizione di una procedura d’infrazione e quindi alla liquidazione della società. Nel frattempo era stata emessa la legge  regionale n. 18/2012, che aveva lo scopo di realizzare una flotta regionale destinata a compiere questi collegamenti, che non ha mai trovato attuazione.

"A seguito dell'affidamento del servizio di trasporto marittimo alla società Delcomar, ha trovato finalmente attuazione l'Accordo di programma del 3 novembre 2009 e in conseguenza gli oneri di servizio pubblico per i collegamenti con le isole minori sono stati di nuovo erogati dallo Stato". E qui arriva la bacchettata dei giudici. "Al riguardo va rilevato che, negli anni precedenti, la mancata privatizzazione della società e il mancato contestuale affidamento del servizio tramite procedura ad evidenza pubblica ha comportato che l’onere per il servizio con le isole minori sia rimasto a carico delle risorse regionali. Nel periodo dal 2010 al 2016 preso in esame è emerso che gli impegni complessivi sui capitoli della continuità territoriale marittima sono passati da 7.500.000,00 euro nel 2010 a 22.562.816,84 nel 2015, con un incremento pari al 201%".

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