Economia e Lavoro

Stagione turistica alle porte, senza voucher è sos assunzioni. "Nell'Isola crollo del lavoro"

Addio ai buoni lavoro da parte del Governo, assumere lavoratori per l'estate diventa un terno al lotto. L'allarme di Confesercenti: "Nell'Isola moltissime le imprese in crisi".



CAGLIARI - Sarà con le festività di Pasqua e con la stagione turistica ormai imminente che si sentirà ancora di più il vuoto normativo lasciato dall'abolizione dei voucher. Lancia l'allarme Confesercenti Sardegna auspicando che il Governo metta in campo con urgenza un'alternativa ai voucher, o almeno la possibilità di comprare nuovi buoni lavoro fino all'introduzione di un nuovo strumento. "L'abrogazione dei voucher è un grave errore. È necessario avere al più presto uno strumento per regolamentare tutte quelle prestazioni occasionali che nelle imprese non possono essere inquadrate in rapporti di lavoro tradizionale, soprattutto in quei settori - come il turismo, il commercio e l'organizzazione eventi - che si trovano spesso a dover fronteggiare aumenti imprevedibili ma momentanei dell'attività" - afferma Roberto Bolognese, vice presidente Vicario Confesercenti Sardegna.

La preoccupazione degli esercenti sardi diventa ancora più importante alla vigilia di un periodo fondamentale per l'economia isolana: la stagione estiva. "Si è scelto di buttare il bambino con l'acqua sporca demonizzando uno strumento che rappresentava l'unica possibilità per l'impresa di far fronte in modo regolare a situazioni eccezionali – aggiunge Gian Battista Piana, direttore Confesercenti Sardegna - non escludiamo che qualcuno ne abbia abusato, ma in generale i dati nazionali dimostrano l'occasionalità dell'impiego dei buoni: in media, i lavoratori pagati con voucher hanno guadagnato 600 euro lordi all'anno a testa e queste somme per due terzi sono state percepite da persone con un'altra fonte di reddito, da lavoro autonomo, dipendente o anche da pensione, in cerca di un'integrazione del reddito."

Una preoccupazione legittima alla luce i dati nazionali che emergono da un sondaggio condotto da Confesercenti con il supporto tecnico di Swg su un campione di 800 piccole e medie imprese italiane di vari settori, che non fa ben sperare. Solo il 51% delle imprese che li utilizzavano, infatti, ha deciso di cercare un altro inquadramento contrattuale per coprire le prestazioni di lavoro precedentemente pagate con i buoni; la restante metà degli imprenditori si divide tra chi ancora non sa come risolvere la situazione -il 28%- e chi invece ha già stabilito di fare del tutto a meno del lavoro accessorio (21%). In termini assoluti, il calo potrebbe tramutarsi nella perdita di un'occasione di guadagno per circa 300mila italiani. E in una regione già molto provata dalla disoccupazione come la Sardegna, si avrebbe forse il definitivo crollo dell'economia e del lavoro.

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