Economia e Lavoro

A Cagliari ritorna la fiera (a metà). Finisce l'era della campionaria, ecco gli stand "a tema"

I metri quadri fieristici aperti dal 27 aprile al 2 maggio prossimi. Unica entrata da piazza Marco Polo, fruibili solo alcuni padiglioni con un centinaio di espositori. Verso un cambio di rotta.



CAGLIARI - Il "de profundis" della campionaria arriva, dopo decine di anni, per l'edizione 2017. Stop a chincaglierie provenienti da varie parti del mondo, trattori e dolciumi. Dopo i risultati negativi degli ultimi anni - tra crollo di visitatori, espositori imbufaliti e marce indietro sul pagamento del ticket d'entrata - la nuova dirigenza prova a cambiare rotta. E così, nei giorni "classici", entrata libera, meno stand aperti ed eventi più "concentrati" a livello di tema. Le sedie più pesanti dell'Ente Fiera sono state rinnovate, già da tempo. L'attuale direttore generale è Luca Camurri - che è anche segretario generale della Camera di Commercio -, Mauro Murgia è presidente del Cda fieristico (in tasca ha la tessera di Federalberghi, costola di Confcommercio), poi ci sono altri tre membri: Pierluigi Mannino (Confcommercio), Monica Pilloni è la rappresentante di Confindustria e Renato Perra, in quota Federalberghi. Tra i corridoi del palazzo degli uffici c'è poca voglia di rilasciare dichiarazioni ufficiali: non è prevista nessuna conferenza stampa di presentazione e qualche parola, forse, potrebbe arrivare (il condizionale è d'obbligo) solo a evento concluso.

IL PROGRAMMA - Tutte giornate tematiche: il 27 aprile innovazione, lavoro e ambiente. Il 28 agroalimentare e turismo, il terzo giorno casa e sposi, il 30 aprile la "visita" da parte dei giocatori del Cagliari Calcio e della Dinamo Sassari, il primo maggio cultura, festa e folklore con la partecipazione, nel pomeriggio, dei gruppi folk freschi freschi di sfilata per Sant'Efisio. Il due maggio gli ultimi fuochi. Con l'entrata a costo zero, l'auspicio degli organizzatori è riuscire a riportare il numero dei visitatori ai livelli di qualche anno fa. Rimane, tuttavia, un grosso punto interrogativo sul destino delle strutture fieristiche.

POLEMICHE E FUTURO - Negli ultimi mesi c'è da registrare la presa di posizione di qualche forza politica sulla "questione-fiera". Gli ultimi, in ordine di tempo, sono i Riformatori Sardi. La scelta somiglia alla modalità "bastone e carota". Se da un lato, infatti, i fantoliani plaudono al tentativo della Camera di commercio, "sta facendo il possibile e propone una manifestazione che coinvolge istituzioni e imprese sarde", dall'altro tirano dardi velenosi al presidente della Regione Francesco Pigliaru, perchè "la fiera campionaria della Sardegna è definitivamente morta, esplode la necessità di riutilizzare in modo innovativo i dodici ettari e i cinquantamila metri quadri coperti del quartiere fieristico. La Regione è proprietaria dei terreni, deve battere un colpo".

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