Economia e Lavoro

L'esercito delle associazioni di volontariato in Sardegna: 1700. "Lasciati in un angolo dalla Regione"

Sono 183mila i sardi impegnati, a vario titolo, in questa o quella onlus. Una crescita continua, da un lato, che fa il paio con il disinteresse della politica. "Decisioni centralizzate e silenzio assordante".



SASSARI - In Sardegna opera una associazione di volontariato ogni dieci abitanti e il dato è in crescita rispetto al 2008 fa quando il rapporto era di uno a otto. Le associazioni censite sono oggi 1701 (quattrocento in più rispetto a nove anni fa) e i volontari impegnati ben 32mila. Ma il numero delle persone coinvolte a vario titolo è molto più ampio: considerando anche i volontari saltuari e le persone retribuite dalle associazioni, il numero dei sardi impegnati nel volontariato sale addirittura a 183mila.

Sono questi i dati che emergono dalla ricerca "Il Volontariato in Sardegna - Organizzazioni di volontariato nella rilevazione campionaria 2016: identità e processi", promossa dal Centro di servizio per il volontariato Sardegna Solidale e condotta dal ricercatore Renato Frisanco. La ricerca segue quella analoga elaborata otto anni fa ed è stata condotta nel 2016 su un campione di 264 organizzazioni di volontariato che hanno risposto a 49 domande. Il risultato è uno studio di 158 pagine, arricchito da 90 tabelle, che fotografa il percorso condotto in questi anni dal volontariato isolano e traccia anche una tendenza per il prossimo futuro.

"Bisogna dare atto a Sardegna Solidale di essere uno dei pochi centri in Italia a svolgere ricerche sui bisogni del volontariato", afferma Renato Frisanco, mentre per il presidente di Sardegna Solidale, Giampiero Farru, "il quadro che emerge è quello di un volontariato vitale che cresce e che guarda con fiducia alle sfide del futuro". "Certamente non mancano le criticità", prosegue, "soprattutto in riferimento al rapporto con le pubbliche amministrazioni. A fronte di un impegno così radicato nei nostri territori, non possiamo infatti non denunciare la centralizzazione delle decisioni riguardanti il volontariato ipotizzata dalle bozze di decreti attuativi della nuova legge sul terzo Settore, così come l'assordante silenzio dell'amministrazione regionale nei confronti del nostro movimento, con l'osservatorio regionale del volontariato ormai messo da parte". "Questa ricerca ci permette di vincere le accuse di autoreferenzialità che vengono talvolta rivolte al mondo del volontariato" osserva don Angelo Pittau, presidente del comitato promotore di Sardegna Solidale, "perché la sua lettura non è così autoconsolatoria. Bisogna avere il coraggio di prendere in mano questa ricerca perché, se saputa leggere e analizzare, ci permetterà di operare un cambiamento".

LA RICERCA - Scopo principale della ricerca è quello di aggiornare la conoscenza del fenomeno circa caratteristiche di funzionamento, attività, processi, risorse e bisogni delle organizzazioni di volontariato in Sardegna. La ricerca è articolata in tre parti. La prima, introduttiva, comprende l'ipotesi guida della ricerca e lo scenario della solidarietà organizzata nel nostro Paese negli anni tra le due rilevazioni. La seconda parte è relativa alla presentazione analitica dei risultati della ricerca realizzata nel 2016 sul territorio regionale ed entra nel merito dei risultati della ricerca, trattando i temi che riguardano il funzionamento delle 264 organizzazioni di volontariato del campione esaminato, ovvero i bisogni e le risorse delle compagini sarde nonché i processi che ne qualificano organizzazione, operatività e relazionalità. Quali caratteristiche? Secondo la ricerca, le associazioni prese in esame hanno in media 19 volontari, a cui però si devono aggiungere coloro che saltuariamente contribuiscono all'operatività dei gruppi. Le organizzazioni di volontariato sarde sono generalmente piccole: il 45 per cento non ha più di dieci volontari (e questo dato è rimasto invariato rispetto alla precedente ricerca). Quanti volontari? Proiettando i dati raccolti sul campione della ricerca sull'intero numero di associazioni, oggi in Sardegna i volontari sono circa 32 mila, un numero che però sale addirittura a 183 mila se si considerano sia le persone impegnate saltuariamente che quelle retribuite a vario titolo dalle associazioni.

LE ASSOCIAZIONI NEL TERRITORIO - Secondo i dati raccolti da Sardegna Solidale, nell'Isola sono presenti 1701 organizzazioni di volontariato, in sostanza una ogni dieci abitanti (erano una ogni otto nella precedente rilevazione). Tuttavia gli squilibri territoriali sono evidenti. Il 45 per cento delle organizzazioni di volontariato sarde opera infatti nel territorio della provincia di Cagliari, nella quale sono presenti 13,6 associazioni ogni diecimila abitanti. A seguire la provincia di Sassari (14,3 per cento delle associazioni e 7,3 associazioni per diecimila abitanti), Nuoro (9,3 per cento e 10,1 associazioni), Carbonia-Iglesias (8,2 per cento e undici associazioni), Oristano (7,9 per cento e 8,3 associazioni), Olbia Tempio (6,8 per cento e 7,2 associazioni), Medio Campidano (sei per cento e 10,2 associazioni) e Ogliastra (2,5 per cento e 7,3 associazioni ogni diecimila abitanti). Quale attività? Secondo la ricerca, ad essersi consolidate maggiormente in questi ultimi otto anni sono state soprattutto le organizzazioni di volontariato impegnate nel welfare. Le nuove associazioni sono sorte invece soprattutto nell'ambito della partecipazione civica (cultura, ambiente beni culturali, solidarietà internazionale). Questa tendenza, secondo Frisanco, è frutto di un nuovo volontariato più attento ai temi della cittadinanza e meno imperniato sul concetto di militanza.

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