Economia e Lavoro

Metano, ok del Governo: in Sardegna un gasdotto di 600 km da Cagliari a Sassari

Il Governo inserisce la metanizzazione della Sardegna nella strategia nazionale. Una rete di 600 chilometri di tubi porterà il gas nelle città da nord a sud dell'isola.



CAGLIARI -  "La nostra strategia sul metano, grazie al duro e costante lavoro di questa Giunta sfociato nel Patto per la Sardegna, è stata promossa all'interno dalla 'Strategia energetica nazionale'. È un grande risultato che va verso la risoluzione di uno dei più grossi problemi strutturali della Sardegna".  Questo il commento del presidente della Regione Francesco Pigliaru sulla Strategia energetica nazionale (Sen) presentata mercoledì a Montecitorio, in audizione alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive, dai ministri Carlo Calenda e Gian Luigi Galletti, in cui il Governo esplicita gli indirizzi e la programmazione di politica energetica facendo diretto riferimento alla Sardegna.

"Essere ricompresi all'interno della strategia è un grande risultato, anche perché a partire da questo documento ragionano strategicamente tutti i grandi player nazionali ed internazionali", commenta l'assessora all'Industria Maria Grazia Piras. "Il percorso tracciato per portare il metano nell'Isola è ormai una realtà. Ci abbiamo scommesso fin dall'inizio con chiarezza di intenti, determinazione ed entusiasmo. Mi auguro che presto potremo goderne i benefici sia economici che ambientali che si tradurranno in una significativa diminuzione del prezzo dell'energia, ricadute occupazionali e riduzione delle emissioni inquinanti".

IL MODELLO. Nel documento del Governo, che riprende i propositi del Piano Energetico Regionale in più parti, la metanizzazione Sardegna è prevista in un modello che viene schematizzato in sette depositi costieri di piccola scala, di cui uno già autorizzato, tre in fase di autorizzazione e altri tre annunciati. Si menzionano inoltre i 600 km di dorsale tra depositi e bacini di domanda e lo sviluppo di reti di distribuzione urbane. Sono infine indicate le aziende che hanno già presentato progetti per la realizzazione.



Ma la strategia energetica nazionale individua la Sardegna anche quale possibile pilota di area di controllo delle emissioni di Zolfo (Seca) nel Mediterraneo. "Accogliamo con grande favore, inoltre, la candidatura della Sardegna, assieme a Malta, a diventare l'hub del GNL per il rifornimento marittimo, nello scenario delineato da Coop 22 a Marrakech. Questo è un ottimo esempio di come potenzialità di sviluppo possano sposarsi con ambizioni di sostenibilità ambientale", dichiara il presidente Pigliaru.

L'area Seca impegna gradualmente prima i mezzi portuali, poi i traghetti, a moderare le emissioni limitando allo 0,1% lo zolfo nei carburanti marini e riducendo il combustibile tradizionale a favore del metano, economicamente ed ambientalmente più sostenibile. Questa scelta ha una doppia valenza: da un lato certifica che gli obiettivi ambientali posti dal Piano Energetico Regionale sono perfettamente in linea con gli obiettivi europei; dall'altro lato permette agli stessi imprenditori interessati alla metanizzazione della Sardegna di disporre del mercato del rifornimento navale (bunkeraggio), di sicuro interesse.

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