Economia e Lavoro

Disperazione tra i campi desertici della Nurra, l'estate più secca dal 1922. Sos al prefetto

Nei campi "cresce" solo la polvere, l'assenza di pioggia e la poca acqua a disposizione creano un mix mortale. Incontro-riunione d'emergenza a Sassari tra imprenditori, Coldiretti e istituzioni pubbliche.



SASSARI - "Servono interventi straordinari per arginare i problemi causati dalla siccità". I vertici della Coldiretti Nord Sardegna, accompagnati da una delegazione di imprenditori agricoli, hanno incontrato il prefetto di Sassari per discutere del persistente stato di siccità che sta interessando la Nurra. Durante l'incontro la Coldiretti Nord Sardegna ha chiesto al prefetto, Giuseppe Marani, di trasferire al Consorzio di bonifica della Nurra, fino al termine della stagione irrigua, la gestione delle acque, il controllo dei bacini e delle reti idriche. Il passaggio di consegne offrirebbe al territorio consortile e agli imprenditori agricoli risposte più veloci nella gestione della crisi idrica.

"Nella Nurra stiamo vivendo l'estate più siccitosa dal 1922 - afferma il direttore della Coldiretti Nord Sardegna, Ermanno Mazzetti -. A subire le conseguenze più gravi dall'assenza di precipitazioni e dai bassissimi livelli d'acqua contenuti nel sistema di bacini Temo-Cuga-Bidighinzu sono gli imprenditori agricoli che già oggi vedono dimezzati i propri raccolti. La produzione di mais è inferiore di 2/3 mentre quella di meloni e angurie rischia di essere ridotta del 50%". Una parte della discussione è stata riservata alla situazione degli agricoltori di Ittiri che operano nella Valle dei Giunchi e nel comprensorio del Cuga e che da alcuni giorni hanno indetto un'assemblea permanente nel Comune in segno di protesta. A causa di una rottura della condotta, che dal Bidighinzu porta l'acqua in questo comprensorio, la produzione dei carciofi è a forte rischio. Un problema condiviso anche con tutte le aziende che operano al di fuori del comprensorio irriguo e che stanno attraversando settimane di grande difficoltà. In pericolo ci sono redditi e posti di lavoro.

"Bene ha fatto il ministero all'Agricoltura a riconoscere lo stato di calamità naturale per la Sardegna e ad attivare il fondo di solidarietà - aggiunge il presidente della Coldiretti Nord Sardegna, Battista Cualbu -. L'assenza di acqua sta gravando sui raccolti e molti imprenditori agricoli avrebbero trovato enormi difficoltà ad onorare i pagamenti. Ma se l'anno prossimo non vogliamo trovarci nella stessa situazione, è necessario attuare degli interventi immediati per favorire la conservazione della risorsa idrica all'interno dei nostri bacini". All'incontro hanno partecipato anche il presidente e il direttore del Consorzio di bonifica della Nurra.

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