Economia e Lavoro

2150 incendi in due mesi, bollettino da guerra. Nei campi sardi danni per 20 milioni

Tra giugno e luglio 2017 una lunghissima scia di fuoco, in netto aumento rispetto al 2016. Le campagne dell'Isola fanno i conti con la distruzione: una piaga che ha costi elevatissimi.



CAGLIARI - In Sardegna è emergenza incendi. Tra giugnoo e luglio sono divampati 2150 incendi, 620 in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando se ne contavano 1530. È quanto emerge dal dossier di Coldiretti Sardegna, secondo la quale gli incendi sono “un danno incredibile ed incalcolabile per il patrimonio boschivo sardo e per le aziende agricole”. I primi due mesi di questa annata rovente e siccitosa segna un aumento di ben 10 roghi in più al giorno rispetto ad un anno fa. Solo grazie ad una macchina operativa efficiente, che vede in prima fila il grande lavoro il Corpo forestale che coordina lo spegnimento degli incendi boschivi de rurali, insieme alla Protezione Civile, Forestas, i Barracelli e i Vigili del Fuoco, oltre a tanti altri volontari, la superficie interessata è quasi la stessa di un anno fa, con circa 11mila ettari andati in fumo. I danni diretti al patrimonio boschivo e alle aziende agricole è stimato da Coldiretti "in decine di migliaia di euro, con gravissimi danni contingenti e purtroppo anche futuri. Ogni giorno i bilanci sono dei bollettini da guerra causati da mani maledette che stanno compromettendo il patrimonio naturale isolano. Le fiamme stanno devastando le aziende agricole: oltre al pascolo, sono compromesse le recinzioni, spesso gli animali, le stalle, oltre a vigneti e oliveti. Per non parlare delle strutture agrituristiche che anche quest’anno stanno subendo ingenti danni e vedranno compromessa la stagione estiva". La prima stima di Coldiretti Sardegna per i danni alle aziende agricole "è di oltre 20 milioni che vanno ad aggiungersi ad un’annata tra le peggiori della storia a causa, tra le altre, di una pessima siccità".

Ma a repentaglio è messa anche la vita di chi vive in campagna. Sono già due purtroppo gli allevatori finiti all’ospedale a causa di ustioni dovute agli incendi. Nei giorni scorsi, Fabrizio Argiolas, pastore ventenne di Siniscola, ha sfidato le lunghe lingue di fuoco per salvare il proprio gregge. L'ultimo giorno di luglio è stato un altro giovane allevatore, questa volta di Gonnosfanadiga, a restare ustionato mentre metteva in salvo i suoi animali. "Ogni ettaro di macchia mediterranea, secondo il dossier della Coldiretti, è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito degli incendi è andata persa. Nelle foreste andate a fuoco sono impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come la raccolta dei funghi che coinvolge decine di migliaia di appassionati".

Un danno incalcolabile che si perpetra nel più grande polmone verde della Penisola, con oltre il 50 per cento della superficie ricoperta dal bosco. "Il paesaggio lunare che lascia il fuoco non è solo un pessimo biglietto da visita per i tanti  turisti che in questi giorni stanno invadendo l'Isola ma è fortemente invalidante per l’economia, e quindi la cultura e la socialità. A luglio 2017 il record degli incedi, il 19 è stato il record negativo, quando si sono contati ben 32 roghi".

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