Economia e Lavoro

Alle piccole imprese italiane la buocrazia costa 22 miliardi. "In Sardegna segnali di miglioramento ancora troppo timidi"

“La burocrazia ha costi enormi per le piccole imprese sarde che per portare a termine tutti gli adempimenti richiesti dalla pubblica amministrazione sono costrette a perdere intere giornate lavorative”.



E’ il commento della Cna Sardegna ad una recentissima ricerca del Centro Studi nazionale dell’associazione artigiana (alla quale ha contribuito anche la CNA regionale) che quantifica complessivamente in 22 miliardi di euro all’anno i costi della burocrazia per le piccole imprese italiane. In base alla ricerca nazionale il 41,3% delle imprese impegna infatti ben tre giorni lavorativi al mese per gli adempimenti burocratici, mentre nel 32,2% dei casi vengono impiegate addirittura cinque giornate lavorative al mese. Nonostante ciò – indica il sondaggio - aumentano gli imprenditori che svolgono gli adempimenti burocratici via internet e dunque aumenta anche l’esigenza di una maggiore semplificazione e informatizzazione delle procedure burocratiche.

L’indagine nazionale dal titolo “Le PMI alle prese con la burocrazia: un’indagine Cna” è stata realizzata lo scorso aprile e attesta che per la maggior parte dei piccoli imprenditori (il 62,4%) la burocrazia è tra i principali fattori di ostacolo alla competitività: le norme sono percepite come troppo complesse e la lentezza nell’ottenere informazioni e risposte è vissuta come il principale problema nel rapporto tra imprese e pubblica amministrazione.

Come detto, la ricerca attesta che il 41,3% delle imprese impegna fino a tre giorni al mese per portare a termine tutti gli adempimenti richiesti dalla pubblica amministrazione (nel 32,2% dei casi i giorni diventano 5), ma sono comunque in aumento gli imprenditori che svolgono la maggior parte dei propri adempimenti burocratici via internet e si avvalgono solo saltuariamente di consulenti e personale qualificato esterno all’impresa. Tra le semplificazioni introdotte negli ultimi due anni gli interventi in ambito fiscale e la nuova normativa sul lavoro risultano le più apprezzate. Tra gli strumenti di semplificazione il Durc online è quello che riscuote maggior successo.

Dal sondaggio della Cna emerge l’urgenza di innalzare la qualità dei siti internet della pubblica amministrazione in modo da ottenere risposte chiare e tempestive e consentire alle imprese di ridurre i costi della burocrazia. L’indagine della Cna evidenzia la necessità di una maggiore attenzione del legislatore alle micro e piccole imprese. Viene considerata assolutamente prioritaria l’adozione di misure di semplificazione autoapplicative, il potenziamento dell’informatizzazione delle PA e la standardizzazione della modulistica su tutto il territorio nazionale.

Inoltre, per abbattere il carico burocratico e rendere più semplice il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione, l’associazione artigiana chiede una maggiore qualificazione del personale pubblico e l’effettiva applicazione delle sanzioni per i funzionari in caso di inadempimento dei loro obblighi nei confronti delle imprese.

“Anche in Sardegna c’è una forte attenzione delle imprese sul tema della burocrazia”, spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu della Cna: “nonostante numerosi interventi di semplificazione messi in campo dal legislatore negli ultimi due anni i segnali di miglioramento sono ancora troppo timidi. Anche se a piccoli passi il nostro sistema burocratico ha iniziato un percorso di cambiamento e modernizzazione, pur rimanendo tra i meno virtuosi tra i Paesi più avanzati a livello internazionale. Anche le imprese della Sardegna chiedono una pubblica amministrazione efficiente, qualificata, informatizzata, semplice e veloce, che sia un partner e non un ostacolo nello svolgimento dell’attività. Per far questo è necessaria una trasformazione che coinvolga tutti i livelli di governo da quello centrale a quello regionale. Fino ad oggi, infatti, difformità dei tempi, delle procedure, delle piattaforme informatiche e della modulistica, anche all’interno della stessa Regione, hanno completamente soffocato gli effetti delle riforme che si sono succedute nel tempo”. 

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