Economia e Lavoro

Rwm di Domusnovas, dalla fabbrica arriva l'urlo degli operai: "Riconversione? Tutta ipocrisia. Siamo lavoratori onesti"

I dipendenti della Rwm Italia Spa rompono il silenzio e fanno quadrato attorno all'azienda che gli dà da mangiare. "Lavoriamo in piena libertà, senza ricatti".



"Non tolleriamo che un autocostituitosi Comitato, una Giunta o un Consiglio comunale, personaggi politici o altri ci strumentalizzino a soli fini di loro propaganda personale o elettorale o per sedicenti motivazioni pacifistiche. Nessuno di noi è interessato ad alcuna "riconversione". Non vogliamo essere trascinati in vertenze che, anche in questo territorio, evocano solo scenari negativi, ma vogliamo solo continuare a lavorare onestamente e serenamente, come abbiamo sempre fatto, nel rispetto delle leggi". È uno tra dei principali passaggi della lettera scritta dai 270 lavoratori e lavoratrici dello stabilimento Rwm Italia di Domusnovas e i 104 dello di quello di  Ghedi, in risposta alle "discussioni e marce, oggetto di Consigli e risoluzioni di amministrazioni comunali, oltre che vero e proprio bersaglio di accanimenti mediatici e iniziative dal contenuto politico". 

"NO ALLE RICONVERSIONI" - I lavoratori nella lettera sottolineano: "Non intendiamo assistere in silenzio alla proposta, avanzata da più parti in questi giorni, relativa a una riconversione del nostro stabilimento, assolutamente fantomatica, per questo del tutto inconsistente e, dunque, nient'altro che ingannevole tentativo di far credere che qualcuno abbia sinceramente a cuore noi e le nostre famiglie. Fuori da ipocrisie, la situazione reale è un'altra: è quella di tanti fra noi che provengono dalle varie realtà industriali del Sulcis-Iglesiente, del Cagliaritano e del Medio Campidano, in crisi o già chiuse, e che per anni hanno inutilmente sperato in un vero significato della parola "riconversione", purtroppo solo abusata. Oggi, senza la possibilità di lavorare in questa azienda, molti di questi colleghi si troverebbero disoccupati".

"LAVORIAMO NEL RISPETTO DELLE LEGGI" - "Tutti noi lavoriamo in questa azienda per libera scelta, fatta con coscienza, senza ricatti o costrizioni - scrivono - lavoriamo in questa azienda perché siamo convinti di contribuire, con la nostra professionalità e dedizione, a produrre sistemi di alta tecnologia e sicurezza, al servizio della Difesa nazionale e internazionale, un comparto che occupa in Italia migliaia di lavoratori. Troviamo, pertanto, del tutto superficiale e preoccupante proprio per la sua superficialità, la propaganda che finisce per colpevolizzare il nostro lavoro - concludono - abbiamo la consapevolezza di lavorare nel rigoroso rispetto delle tante e giuste leggi e norme di controllo che regolamentano il settore della Difesa in Italia".

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