Economia e Lavoro

I 30 milioni della Regione? Insufficienti. Agricoltori e pastori sardi ancora in piazza il 5 settembre

"Molti impegni, pochi fatti". Il tesoretto stanziato per il mondo agricolo isolano non placa la rabbia dei lavoratori dei campi. "Mancano all'appello 106 milioni, tra danni per gelate e premi comunitari".



CAGLIARI - "Il 5 settembre prossimo saremo in piazza per una grande manifestazione di tutto il comparto agricolo sardo". La conferma arriva dal presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu. Nonostante i 30 milioni messi a correre dalla Regione per tamponare la crisi del mondo agricolo sardo, la principale associazione di categoria dell'Isola promette ancora battaglia. Troppe le voci che restano ancora senza una reale copertura. "Non ci fermeremo fino a quando la Regione non ci mostrerà atti concreti per tutte le promesse fatte al tavolo del 28 luglio scorso, quando sospendemmo la manifestazione al porto di Olbia. Aspettiamo dalla Regione risposte chiare, non chiacchiere, sulle promesse fatte".

Dai piani alti della Coldiretti, calcolatrice alla mano, mancherebbero "15 milioni (5 euro a capo) per i pastori. Ad oggi non è stato rispettato il cronoprogramma per la loro liquidazione entro ottobre. 1,9 milioni a favore dei cerealicoltori. 3,5 milioni ai Comuni per i danni causati dalle gelate e nevicata. 6 milioni per la macellazione delle pecore improduttive. 50 milioni di premi comunitari promessi per ferragosto: sono arrivati spiccioli. Lo sblocco dei bandi del Psr su investimenti e giovani dove a distanza di tre anni non è stato speso 1 euro. 10 milioni per i Consorzi di bonifica per abbattere i ruoli. Interventi per il riconoscimento dello stato di calamità naturale: era stato assicurato un intervento da parte dello Stato per il 4 agosto per lo sgravio dei contributi Inps. I pochi pagamenti comunitari arrivati recentemente sono ancora completamente decurtati dai recuperi dei pagamenti previdenziali. Richiamare alle proprie responsabilità i veri e soli artefici (da molti dimenticati) della crisi dei pastori, i trasformatori, che speculano sulla crisi e dopo aver privatizzato i profitti hanno socializzato i debiti trattenendo dalle tasche dei pastori 130 milioni. Nessuna notizia neppure su tutti gli altri settori dell'agricoltura: servono ulteriori 35 milioni per i gravi danni subiti. Silenzio anche sull'apertura degli sportelli per chiudere le pratiche pregresse del refresh e sull'organismo pagatore regionale". "Ribadiamo quando detto nei giorni scorsi – sottolinea il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba – non c'è più tempo da perdere. Fino ad oggi abbiamo sentito tante, troppe parole, adesso servono fatti concreti, i denari devono arrivare immediatamente".

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