Economia e Lavoro

La Regione solidalizza con Ottana e dà le prime risposte alla crisi industriale

Le assessore dell'Industria e della Difesa dell'Ambiente, Maria Grazia Piras e Donatella Spano, hanno partecipato, in rappresentanza della Giunta regionale, alla manifestazione pubblica "Mai più divisi", convocata a Ottana.



Nel corso del dibattito, l'assessora dell'Industria ha illustrato la delibera approvata oggi sull'istanza di riconoscimento di area di crisi complessa per la zona di Ottana.


Il provvedimento è soltanto una parte del percorso che la Giunta ha costruito per Ottana e per il nuorese. Da Lavoras alle opere pubbliche, dalla programmazione territoriale al Piano di rilancio del nuorese, passando per i cantieri di Iscol@ e quelli per la videosorveglianza nei Comuni.
È stato inoltre ribadito che non può esserci sviluppo senza industria e i rappresentanti dell'esecutivo hanno ribadito la disponibilità della Regione, qualora ci siano le condizioni di investimento, a perseguire questa strada e a supportare imprenditori che desiderino rilanciare le produzioni manifatturiere esistenti nell'area di Ottana ed eventuali nuove iniziative. Nel dossier inviato al MISE, la Giunta ha puntato molto sui nuovi investimenti delle imprese che operano nell'area industriale, vedendole come un esempio di successo per altre iniziative. Nel contempo, la Regione è disponibile insieme a MISE e Invitalia ad attivare un'azione di scouting e di animazione sul territorio. È stato inoltre richiamato il fatto che l'area di crisi non basta ma bisogna insistere sugli investimenti pubblici già programmati e sugli interventi per combattere il disagio sociale.
Per rendere le aree industriali fruibili per investimenti, dovranno essere completate le bonifiche e la Giunta, ha ricordato l'assessora Spano, farà valere il principio secondo il quale "chi inquina paga". Proprio in relazione alle bonifiche, proseguono intanto le caratterizzazioni per la messa in sicurezza delle aree interessate alla riconversione industriale. Infine, è stato sottolineato lo sforzo finanziario regionale per attuare il Piano amianto: 45 milioni di euro, più altri 10 con l'ultima finanziaria.


Con la presentazione al MISE dell'istanza di riconoscimento della situazione di Crisi Industriale Complessa per il polo industriale di Ottana, si conclude così il primo percorso istituzionale scaturito dall'Ordine del Giorno approvato il 9 gennaio scorso dal Consiglio Regionale e al quale hanno fatto seguito numerosi incontri tra la Giunta e i rappresentanti territoriali, invitati a loro volta a presentare proposte che adesso fanno parte integrante del Piano.


Il progetto di riconversione e riqualificazione industriale dovrà promuovere gli investimenti produttivi in cinque ambiti prioritari: Polo della gomma e della plastica; filiera del materiale isolante; filiera dell'economia circolare; filiera dell'agroindustria e logistica del freddo; energia. Il Piano, innanzitutto, dovrà contenere il sostegno alle attività di trattamento e recupero dei rifiuti di origine industriale e commerciale, in un ottica di economia circolare. Dovrà, inoltre, rafforzare le produzioni manifatturiere attuali, anche in una logica di filiera.
Prevista anche la promozione di spin-off da ricerca industriale e start up tecnologiche e la ricollocazione dei lavoratori appartenenti a uno specifico bacino di riferimento, attraverso la formazione e il ri-orientamento delle competenze. Per rendere le aree industriali fruibili per investimenti, dovranno essere completate le bonifiche e si avvieranno le procedure per l'inserimento della zona di Ottana nelle aree SIN.
Obiettivo del Piano è anche quello di risolvere i problemi delle infrastrutture. Sul fronte dell'energia, per esempio, sarà promossa la gestione integrata delle fonti e l'utilizzo del gas naturale, in linea con il Piano di metanizzazione previsto dal PEARS e con il Patto per lo sviluppo della Sardegna.


L'area di crisi comprende i Comuni di Bolotana, Noragugume e Ottana, all'interno dei territori interessati dal Sistema Locale del Lavoro di Macomer. Nell'istanza che sarà presentata al MISE, viene sottolineato come la crisi industriale del Polo di Ottana, iniziata nel lontano 1995, abbia determinato, soprattutto negli ultimi 10 anni, una gravissima recessione economica e una perdita di posti di lavoro di rilevanza nazionale, con conseguente disagio sociale diffuso, non solo per le realtà imprenditoriali ma anche per l'intero indotto a esso collegato e per le popolazioni locali. Il MISE, nel dicembre del 2016, ha già inserito la zona di Ottana nell'elenco dei territori ammessi alle agevolazioni previste per le aree di crisi non complessa. Sono due, invece, Portovesme e Porto Torres, i Poli industriali sardi per i quali il MISE ha approvato, nell'ottobre del 2016, l'istanza per il riconoscimento di Aree di crisi industriale complessa.


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