Economia e Lavoro

"MAREGOT": rischio per erosione costiera e governace transfrontaliera, questi gli obiettivi della Regione Sardegna

Un confronto sulla 'Gestione e tutela delle coste', organizzato, a Cagliari, dall'Assessorato della Difesa dell'ambiente nell'ambito del progetto MAREGOT "MAnagement dei Rischi derivanti dall'Erosione costiera e azioni di GOvernance Transfrontaliera".



Stabilità della falesie, moto ondoso, posidonia, incidenza delle strutture portuali e tutela degli habitat: questi alcuni degli argomenti del confronto offerto dall'iniziativa.

Presenti numerosi esperti provenienti, fra l'altro, da Corsica, Liguria, Sardegna, Regione PACA (la regione francese composta da Provenza-Alpi-Costa Azzurra) e Toscana, cioè i partner del progetto finalizzato a prevenire e gestire congiuntamente i rischi dell'erosione costiera nell'area marittima.

Un utile momento di confronto di metodologie e buone pratiche nel quale emerge però anche una buona la situazione per la Sardegna. "Con i suoi oltre 2mila chilometri di coste la Sardegna vanta un patrimonio naturalistico di enorme valore che stiamo proteggendo anche dal rischio erosione, anche se è tra le regioni in miglior salute su questo fronte", ha sottolineato l'assessora della Difesa dell'ambiente Donatella Spano che ha partecipato all'evento e ha siglato per la Regione Sardegna la Carta di Bologna, sulle azioni strategiche per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle coste mediterranee, alla presenza di Roberto Montanari, delegato di Paola Gazzolo, assessore alla Difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna della Regione Emilia Romagna.
Gli esperti dicono che la criticità alta riguarda circa 84 chilometri di coste sabbiose, pari al 14,5 per cento del perimetro totale dell'isola.

Evidenziata poi la grande attenzione ai territori più vulnerabili. In questi ultimi quattro anni sono stati finanziati interventi di tutela delle coste e mitigazione del rischio idrogeologico in numerosi Comuni.
"Dal 2014 a oggi – ha spiegato l'assessora Spano - la Giunta ha investito 18,4 milioni di euro finanziando interventi su ambiti costieri rocciosi o spiagge di sabbia ricadenti nei diversi comuni e abbiamo deciso di aderire alla Carta di Bologna per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle coste mediterranee attraverso azioni congiunte che possano limitare i danni dovuti anche all'accelerazione dei fenomeni legati al cambiamento climatico".
La Regione Sardegna ha sottoscritto la Carta di Bologna, documento che rafforza il ruolo delle regioni mediterranee sulle politiche europee costiere e marittime, stimolando la collaborazione anche con Enti locali, Università ed altri portatori di interesse.

"Tra le varie iniziative promosse dalla Carta – ha concluso Donatella Spano– è significativa la rilevazione quantitativa del fenomeno erosivo e del rischio di ingressione marina lungo le coste del Mediterraneo anche in funzione della Direttiva Alluvioni. Un'analisi necessaria per attuare una concreta politica di adattamento ai rischi naturali e antropici delle zone costiere, favorendo così la riqualificazione dei territori costieri per una crescita sostenibile".

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