Economia e Lavoro

Bando "Resto al Sud", presentate 200 domande di finanziamento. Pigliaru "vogliamo che questo numero cresca ancora"

In Sardegna sono 190 le domande presentate finora a Invitalia per Resto al Sud, con investimenti che ammontano a 9 milioni e 500 mila euro.



"Dalla Sardegna sono partite quasi 200 domande per Resto al Sud. È già un buon risultato, ma vogliamo che questo numero cresca ancora”. Lo ha detto il Presidente della Regione Francesco Pigliaru nell'incontro di approfondimento di “Resto al Sud”, il programma del Governo per la creazione di nuove imprese nel Mezzogiorno.


In Sardegna sono 190 le domande presentate finora a Invitalia per Resto al Sud, con investimenti che ammontano a 9 milioni e 500 mila euro. I posti di lavoro che le nuove idee potrebbero generare sono circa 600. Turismo, servizi, artigianato e manifatturiero i settori in cui i giovani vogliono operare.


L'incentivo introdotto dal Governo sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali da parte dei giovani under 36, residenti in 8 regioni del Mezzogiorno tra le quali la Sardegna. Lo strumento prevede un finanziamento di 50 mila euro per ogni richiedente fino a un massimo di 200 mila e finanzia beni immobili, macchinari e attrezzature oppure programmi e servizi informatici. Le agevolazioni coprono il 100% delle spese e consistono in un contributo a fondo perduto pari al 35% del programma e un finanziamento bancario per il restante 65%.


Alcuni giovani imprenditori hanno poi raccontato le loro esperienze positive, portate avanti grazie a programmi e incentivi regionali.Di particolare interesse le testimonianze di due giovani imprenditori algheresi  che hanno avviato un fast food di pasta fresca grazie al microcredito regionale cosi come quella di un'imprenditrice nel settore della moda e di altri  giovani che hanno già inoltrato la domanda per gli incentivi della misura Resto al Sud. Durante i lavori gli operatori dell'Aspal hanno fornito informazioni specifiche e materiali sul bando. Proprio l'Aspal sta svolgendo un capillare lavoro di informazione e sensibilizzazione in tutto il territorio regionale.


"Per Resto al Sud l'Aspal - ha spiegato il direttore generale Massimo Temussi - ha messo in campo la sua ampia rete di Centri per l'impiego attraverso 110 seminari territoriali, che hanno coinvolto circa 800 giovani. Abbiamo voluto puntare su un'informazione diffusa per far conoscere il più possibile la misura e accompagnare gli aspiranti imprenditori verso lo sviluppo dell'idea d'impresa. L'Aspal fornisce un supporto tecnico per la realizzazione del business plan fino alla predisposizione della domanda. Un servizio che consente ai giovani di acquisire una maggiore consapevolezza e incoraggiarli a intraprendere la strada imprenditoriale. Crediamo - ha concluso Temussi - che questa sia una ricetta per la disoccupazione oltre al lavoro dipendente".




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