Economia e Lavoro

La Sardegna Regione pilota in un progetto per ridurre l'uso di agrofarmaci nelle colture

Obiettivo nel medio periodo diminuire di almeno il 20% l'uso di prodotti chimici nei campi



L'agricoltura di precisione scende in campo fra i filari dei vigneti del Parteolla, a cavallo tra i territori di Dolianova e Serdiana. Una giornata di dimostrazioni pratiche che arriva a conclusione di tre giorni di attività promosse dall'Agenzia Laore Sardegna, in collaborazione con l'Assessorato dell'Agricoltura, è il frutto di un progetto dell'Unione europea che vede la Sardegna area pilota sulla riduzione dell'uso degli agrofarmaci nelle colture.


Obiettivo nel medio periodo diminuire di almeno il 20% l'uso di tali prodotti nei campi con attività più oculate e attente, dove i getti di precisione investono nel punto e nelle quantità giuste le piante. I vantaggi immediati andrebbero a incidere innanzitutto sui bilanci degli agricoltori con un risparmio in termini di spesa, quindi su un minor impatto ambientale legato alla dispersione dei fitosanitari e con una più elevata qualità delle produzioni. Il segreto per raggiungere questi risultati sta tutto nella regolazione delle macchine irroratrici con cui i nostri agricoltori intervengono per i trattamenti in campo. Dai mezzi meccanici di grandi dimensioni agli atomizzatori a spalla per le attività delle imprese agricole, ma anche dei privati cittadini. Un cambiamento che sta rivoluzionando le buone pratiche dell'agricoltura e che in questi anni ha visto aumentare l'interesse del mondo delle campagne dal nord al sud dell'Isola.


Al programma finanziato da Bruxelles partecipano 14 partner europei tra Università, centri di ricerca, associazioni di produttori e agricoltori.
Le attività, concluse lo scorso fine settimana con la visita dell'assessore dell'Agricoltura Pier Luigi Caria durante le dimostrazioni pratiche in campo, sono state ospitate dalla Cantina di Dolianova ed erano principalmente rivolte ai tecnici addetti al controllo funzionale e alla regolazione delle irroratrici e ai tecnici delle cantine vitivinicole che si occupano della produzione agricola e gestiscono le strategie di difesa fitosanitaria. Il metodo innovativo, pilastro portante del seminario, ha puntato allo sviluppo di nuove tecniche che consentano la determinazione ottimale dei volumi e delle dosi in armonia con le caratteristiche della coltura nelle sue diverse fasi di sviluppo.

L'efficienza del risultato dipende da più elementi: tipo di irroratrice utilizzata, tipo e dimensione dell'ugello, parametri operativi e condizioni meteorologiche.


Il calcolo di tutte queste variabili è gestito attraverso il supporto di un nuovo applicativo informatico sviluppato dall'Università Politecnica della Catalogna, con cui la Regione Sardegna collabora, e tradotto in lingua italiana da Laore. La nuova App "Dosavigna" è stata presentata per la prima volta proprio durante le attività in Parteolla e permetterà agli operatori di lavorare in campo, anche attraverso un geolocalizzatore inserito nel programma, dosando i volumi e le concentrazioni dei prodotti fitosanitari.

Ultimo aggiornamento: