Economia e Lavoro

Sassari. Giornata di confronto sulle piante officinali e aromatiche: un nuovo sbocco economico per l’Isola

Importanti novità per la coltivazione, raccolta e prima trasformazione, dopo la nuova legge.



La nuova legge sulle piante officinali e le sue ricadute potenziali sul territorio sono stati gli argomenti al centro della giornata di confronto tenutasi nell'Aula Magna del Dipartimento di Agraria all'Università di Sassari. L'incontro, intitolato "Testo unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali: prospettive di sviluppo per la filiera in Sardegna", è stato organizzato grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Agraria dell'Università di Sassari, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF), l'Aziende regionale LAORE e l'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Sassari.

A fare gli onori di casa, Maria Grazia Scarpa docente e ricercatore Piante Officinali del Dipartimento di Agraria di Sassari, che ha introdotto l'importante seminario, cui hanno partecipato circa 140 persone, fra studenti, agronomi, tecnici e imprenditori agricoli con esperienze nel settore della coltivazione e trasformazione delle piante officinali. La Prof. Scarpa ha illustrato le tecniche di coltivazione e di trasformazione delle piante officinali e aromatiche, evidenziandone l'importanza della ricaduta economica che questa attività produce.

Molto importante l'intervento del Funzionario del Ministero delle Politiche Agricole, Dott. Alberto Manzo, giunto appositamente da Roma. L'esigenza di una legge di regolamentazione del settore, in particolare per quanto riguarda la coltivazione, era molto sentita tra gli operatori, che si trovavano a confrontarsi con una legge di quasi 90 anni, non più rispondente alle nuove esigenze di una moderna agricoltura, ha sottolineato il Dott. Manzo. Il Testo unico, oggetto del confronto, è nato come risposta alle richieste di chiarimento e aggiornamento del settore evidenziate dalle associazioni di categoria. Nel 2011 è stato istituito il Tavolo di Filiera sulle Piante Officinali, al fine di avviare un confronto tra gli operatori e le Istituzioni preposte alla valorizzazione del settore; chiarire le definizioni di "pianta officinale", "settore erboristico", fornire le indicazioni per etichettatura, distribuzione e vendita di questi particolari prodotti; garantire al settore caratteristiche di multidisciplinarità, in un'ottica di salvaguardia del territorio e dell'ambiente. La nuova regolamentazione, tra l'altro, prevede l'introduzione in produzione di cultivar selezionate, ben identificabili, assicurando una tracciabilità del prodotto ora praticamente inesistente se non per pochissime specie e realtà. A protezione delle specie spontanee, è previsto il rilascio di un'autorizzazione di raccolta, dopo accertamento della adeguata conoscenza delle piante, delle tecniche di prelievo più idonee per ciascuna specie e del territorio in cui si andrà a operare.
Il Dirigente dell'Agenzia Regionale LAORE, ha ricordato all'assemblea che nel gennaio del 2001 era stata presentata una proposta di legge regionale per la regolamentazione del settore a firma dell'On. Tore Piana come primo firmatario, tuttora in armonia con quanto previsto dalla legge nazionale. Per vari motivi la proposta è rimasta tale ma sarebbe opportuno, visto l'adeguamento nazionale, rivederne il testo dandogli maggiore attualità. Le specie officinali coltivate in Sardegna oggi sono una cinquantina, distribuite tra poco meno di 200 aziende specializzate e aziende che si occupano prevalentemente di altri settori. Negli anni il numero di aziende è calato ma sono aumentate le superfici, a indicazione di una maggiore specializzazione degli operatori. Prevalgono le coltivazioni di zafferano, mirto, elicriso e rosmarino, ma risultano presenti anche specie più particolari come la rosa canina e la salvia endemica sarda.
Molto seguito l'intervento del Prof Farris docente di Botanica presso il Dipartimento di Chimica e Farmacia di Sassari che ha sottolineato il fatto che negli ultimi 100 anni il tasso di estinzione delle specie viventi sulla Terra è aumentato drammaticamente, con una conseguente crescente perdita di biodiversità. La Sardegna è al centro del Bacino Mediterraneo, in un hot spot di biodiversità, che possiede il 4,3% di piante endemiche e l'8,0% di tutte le piante del mondo. Alcuni di questi endemismi sono presenti solo in Sardegna, altri hanno una diffusione molto più ampia. È evidente che non è sufficiente che una specie sia endemica per essere considerata una specie da proteggere. Molte specie endemiche infatti hanno alte densità pur essendo distribuite in un areale limitato. Inoltre, se proteggessimo tutte le specie endemiche, dovremmo trovare le risorse per proteggere circa il 13% di tutte le specie vascolari presenti in Sardegna (circa 2500), di cui 260 sardo-corse e 150 esclusive sarde. La nuove legge, pone delle condizioni ben precise per il prelievo e la raccolta delle specie spontanee, sia a rischio che non.

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